Lavorano per l'ente da 7-8 anni e hanno cambiato numerosi contratti, ma ora non ci sarà espediente che tenga: il decreto del ministro Brunetta non lascia scampo agli enti che non rispettano il patto di stabilità. Ma per Sansavini lo sforamento deriva da "un’alta capacità d’investimento nelle opere pubbliche"
Forlì, 10 luglio 2008 - Tempi duri per i precari della Provincia. Rimarranno a casa in sessanta circa, nei prossimi mesi. Impiegati, operatori al computer, tecnici. Alcuni lavorano per l’ente da 7-8 anni, durante i quali hanno cambiato numerosi contratti: co.co.co, tempo indeterminato, partita Iva, co.co.pro, interinali. Ma ora non ci sarà espediente contrattuale che possa reggere: col decreto del 25 giugno, firmato dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, negli enti che non rispettano il patto di stabilità (una sorta di equilibrio di bilancio) le assunzioni sono bloccate. La Provincia nel 2007 ha sforato di 17 milioni. Conseguenza: i precari saranno licenziati.
"E' molto triste dopo anni di lavoro, con una famiglia da mantenere, assistere a un epilogo del genere — dice una dipendente che presto resterà a casa e preferisce parlare mantenendo l’anonimato — . Mi sono sempre trovata bene qui, non ce l’ho con l’assessore o i dirigenti, però la ‘stabilizzazione’ dei precari (un percorso verso l’assunzione, ndr) era stata prevista come in altri enti. Ora non so più a chi rivolgermi, mi sento presa in giro".
I sindacati protestano oggi contro il decreto governativo, con un presidio davanti alla prefettura, dalle 11 alle 13. Secondo Cgil, Cisl e Uil, le regole emanate da Tremonti e Brunetta tagliano i redditi a oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, peggiorano la normativa sul part time, sui permessi e sulla malattia, ridimensionano il diritto dei lavoratori precari alla stabilizzazione e riducono pesantemente gli organici della pubblica amministrazione con il blocco del turn-over.
Prima di essere ricevuti dal rappresentante del governo, i sindacalisti incontreranno il presidente della Provincia, Massimo Bulbi. Perché è proprio in piazza Morgagni che i problemi sono più gravi. «Chiederemo a Bulbi un atto di coraggio. Visto che la giunta ha scelto di non onorare il patto di stabilità, adesso si prenda la responsabilità di assumere i precari — dice Martina Castagnoli (Cisl Funzione Pubblica). Le decisioni non possono ricadere sulla pelle dei lavoratori. Tra l’altro pare che l’equilibrio dei conti salterà anche per il 2008: ciò significa che il blocco proseguirà il prossimo anno. E i servizi chi li svolgerà?».
Stefano Gagliardi, capogruppo di Fi-Pdl, punta il dito contro la giunta Bulbi, che nel marzo 2007 aveva deliberato di far entrare in organico i dipendenti precari. «Invece non si è fatto nulla — conclude Gagliardi — e non si può scaricare la colpa sul ministro Brunetta se la Provincia non ha i conti in ordine. Così si lasciano numerosi dipendenti in una situazione poco rispettosa verso chi opera per l’amministrazione da oltre 8-9 anni».
Fabio Gavelli
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