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Ryanair si allarga a Rimini e fa l’occhiolino a Bologna

Continua lo scontro fra Forlì e il capoluogo regionale per il contratto con la lowcost irlandese. Rusticali vola a Londra per parlare con i dirigenti, e intanto la compagnia aumenta gli scali in riviera

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Ryanair Forlì, 24 luglio 2008 - Se qualcuno può sorridere della ‘guerra degli aeroporti’ in Emilia-Romagna, questi è Michael O’ Leary, il vulcanico amministratore delegato di Ryanair. Tutti corteggiano la sua compagnia e da mesi fra Forlì e Bologna è scontro aperto per accaparrarsi la base operativa della società irlandese, che garantirebbe un fiume di passeggeri in più. L’altro ieri Franco Rusticali, presidente di Seaf, è stato a Londra per discutere con i dirigenti della compagnia low cost, che mesi fa sembrava sul punto di aver chiuso l’accordo col Ridolfi. "Ma fino a lunedì, quando informerò gli altri soci di Seaf, non mi strapperete una sola parola", taglia corto l’ex sindaco.

 

Per ora si possono cogliere alcuni indizi. A Bologna pensano di avere già in tasca l’intesa della Ryanair; ufficialmente non lo dice nessuno, ma a partire dal sindaco Sergio Cofferati si manifesta fiducia sul fatto che la compagnia di O’Leary scelga il Marconi, posizionandovi alcuni Boeing B 737 da 189 posti. Sarebbe un’inversione di tendenza nelle politiche commerciali della compagnia, che ha sempre prediletto i piccoli scali. La società di gestione dello scalo bolognese conta soprattutto sulla Ryanair, che oggi come oggi non ha un solo collegamento su Bologna, per un’iniezione da un milione e mezzo di passeggeri. Sempre ieri, a Rimini, la stessa compagnia low cost ha annunciato che il volo per Londra sarà prolungato dal ‘Fellini’ per tutto l’anno. A partire dal 28 ottobre. Sarà solo una coincidenza, o semplicemente il riflesso della programmazione di Ryanair, ma tutti i sette collegamenti da Forlì sono in calendario fino a ottobre. E a Bologna si parla esplicitamente della fine di ottobre come data di partenza per i nuovi voli targati ‘Ryan’.

 

Facciamo un passo indietro. La compagnia irlandese non è uno dei tanti vettori; è il leader come passeggeri trasportati fra le compagnie a basso prezzo. A oggi ha un volo da Parma (destinazione Londra), nessuno da Bologna, sette da Forlì (Francoforte, Birmingham, Dublino, Londra, Bruxelles, Valencia e Barcellona) e tre da Rimini (Stoccolma, Nottingham e ancora la capitale britannica). Finora il Ridolfi è stato lo scalo che ha beneficiato di più delle scelte del gruppo irlandese.

 

Il problema con queste compagnie è che per attirarle, occorre allettarle a suon di soldi. Come? Col sistema del co-marketing, come lo chiamano loro. Vale a dire: siccome il movimento turistico crea indotto economico, la compagnia chiede che le venga riconosciuta una lauta provvigione: 1,3 milioni per ogni aereo installato nella base. In Emilia-Romagna tutti i numerosi tentativi fatti per creare un sistema degli scali, sono regolarmente saltati. E’ venuta meno anche la regia da parte della Regione, richiesta a più riprese dai dirigenti della Seaf.

 

Conseguenza: in un mercato fortemente concorrenziale le compagnie possono giocare al rialzo fra le società che gestiscono gli scali. Le accuse che dal Comune di Forlì sono state indirizzate alla bolognese Sab rientrano in questo clima. La società che gestisce il Ridolfi ha un passivo 2007 di 3,7 milioni. Rusticali ha sostenuto anche di recente che l’avvenire dell’aeroporto non dipende esclusivamente dall’accordo con Ryanair, ed è vero che senza l’ingresso di ingenti capitali privati lo scalo continuerà a gravare in modo pesante sulle casse pubbliche (Comune in prima fila). Ma se la compagnia irlandese privilegiasse il Marconi e alleggerisse la presenza al Ridolfi, sarebbe da rivedere l’intera programmazione.










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