Il dato è emerso durante l'audizione, in commissione consigliare, dei vertici dell'azienda che gestisce la diga di Ridracoli. Per l'anno prossimo la sfida è chiamata 'Società delle fonti'
Forlì, 25 luglio 2008 - Le tariffe dell'acqua di Hera aumenteranno per il 2008 del 6%, ma la stessa Hera non vede rincari della materia prima all'ingrosso (vale a dire alla diga di Ridracoli, che soddisfa circa il 50-55% del fabbisogno dell'intera Romagna) ben dal 2003. Lo conferma Laura Sansavini, responsabile del bilancio di Romagna Acque (l'ente che gestisce la diga): "I nostri prezzi sono fermi dal 2003, fermi senza neanche il recupero dell'inflazione, e nel 2003 aumentarono appena dell'1,5%". Insomma, negli ultimi anni si sono susseguiti una serie di rincari per le bollette, l'ultimo è una mini-stangata del 6%, ma l'acqua che Hera distribuisce è costata progressivamente sempre meno ad Hera stessa.
Il dato è emerso durante l'audizione, ieri pomeriggio in commissione consigliare, dei vertici di Romagna Acque. Il 2007 è stato un 'annus horribilis' per l'ente idrico di Ridracoli, per colpa della siccità. "Ma oggi, anche se l'andamento delle precipitazioni non è tanto diverso, siamo in una situazione più tranquilla, essenzialmente perchè siamo più preparati alle emergenze. Con 24,6 milioni di metri cubi d'acqua nell'invaso siamo sereni fino ad ottobre", rileva la presidente Ariana Bocchini. Nel mese di luglio l'acqua di Ridracoli è stata così miscelata: nel distretto di Forlì è stata il 35% della fornitura (il restante 65% è stata quindi captata dai pozzi), a Cesena e territorio i cittadini hanno visto acqua di Ridracoli per ben il 73% del totale della risorsa distribuita, Ravenna il 46%, Faenza il 79%, Cattolica-Riccione il 48%, San Marino il 25% e per ultima Rimini, che ha distribuito ai rubinetti acqua di Ridracoli solo nella misura del 14%.
Nel corso della commissione è stato illustrato il bilancio del 2007, un bilancio negativo proprio per la crisi siccità: Romagna Acque ha venduto meno acqua per 15,6 milioni di metri cubi rispetto al 2006 e con una perdita secca di 4,8 milioni di euro. In sostanza, nel 2007 l'ente ha distribuito solo 40 milioni di metri cubi, contro una media dei 55-60 milioni degli anni precedenti. La gestione operativa di Romagna Acque è andata in deficit per 1 milione di euro, però bilanciato da proventi finanziari per 3,3 milioni ("un tesoretto", come l'ha definito Bocchini): alla fine, nonostante la siccità, il risultato economico è stato comunque positivo.
Ad alleviare la pressione di domanda su Ridracoli, quest'anno, ci sono anche due novità: i potabilizzatori installatati sul Cer (Canale emiliano-romagnolo) che hanno pompato in rete 756 mila metri cubi d'acqua in sei mesi (a Macerone e Granarolo Faentino) e la captazione di acqua dal fiume Bidente a valle della diga, che ha fornito 948mila metri cubi in sei mesi. "Per altro con i potabilizzatori al Cer per la prima volta abbiamo studiato anche la qualità di quest'acqua, che è buona, essendoci solo un problema di temperatura".
La grande sfida per l'anno prossimo, per Romagna Acque, si chiama 'Società delle fonti'. Spiega Bocchini: "Vogliamo completare il progetto che ci renderà l'unico fornitore di acqua all'ingrosso in Romagna, prendendo, noi che siamo al cento per cento pubblici, la gestione dei pozzi in mano ad Hera, che diventerà solo distributrice. Ci sono trattative in essere". Non è facile, anche perchè, come ricorda il consigliere Pd Luciano Minghini, "l'acqua dei pozzi costa meno ad Hera, anche se poi da Hera ci hanno spiegato che non è tanto meno: prima chiudiamo questa partita meglio è, se no ci sarà sempre conflittualità tra fornitore e distributore".
Hera, infatti, viene accusata di preferire l'acqua delle falde, di qualità più scarsa ma la cui captazione causa la subsidenza delle zone costiere romagnole. Sulle tariffe, dopo le proteste dei consiglieri di centro-destra, interviene infine Palmiro Capacci, assessore comunale all'Ambiente: "C'è un meccanismo per cui più si risparmia, meno guadagna il gestore: ci vogliono dei meccanismi correttivi". E su una tariffa modulata in base alla miscelazione tra risorsa di Ridracoli e dei pozzi, Capacci si dice "contrario, non è fattibile, visto che ad ogni punto della rete ci sono immissioni che rendono l'acqua di miscelazione diversa da zona a zona anche all'interno della stessa città".
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