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SICUREZZA

Arrivano gli assistenti civici:
"La nostra arma sarà il sorriso"

Sono 12 e gireranno in vari punti della città, con pettorina e cappellino gialli. Dotati di Gps, il loro compito sarà segnalare le cose che non vanno, ma l'intervento resta prerogativa delle forze dell'ordine

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Assistenti civici di Forlì Forlì, 30 luglio 2008 - E' pronta a partire venerdì l'iniziativa degli 'assistenti civici', la prima risposta concreta del Comune di Forlì al problema della sicurezza. Un problema subito inquadrato dal sindaco Nadia Masini: "La questione per noi è un problema di percezione di insicurezza, che non sottovalutiamo, ma che non è un reale rischio sicurezza. Perchè Forlì è una città ben presidiata, che non abbassa la guardia: non si può dire che la nostra è una città insicura".

 

Gli assistenti civici in partenza sono 12 (ma presto si arriverà a 21), gireranno in vari punti della città (centro storico, parco urbano e alcuni quartieri periferici) vestiti con cappellino e pettorina giallo fosforescente e un telefonino di ultima generazione, in grado di scattare fotografie nitide e con un sistema di navigazione satellitare per individuare la posizione dell'operatore con immediatezza. In gruppi da due o da tre controlleranno e riceveranno segnalazioni dei cittadini soprattutto in materia di degrado urbano.

 

"Non sono nè sostituti dei vigili, nè delle forze dell'ordine, ma cittadini che si rendono disponibili a dare più occhi e orecchie al territorio", mette le mani avanti il primo cittadino. Concetto poi ribadito anche dal prefetto Antonio Nunziante, dal questore Calogero Germanà e dal comandante dei vigili Giorgio Morrone. L'ambito di intervento degli assistenti civici non è stato ben definito: avranno compiti di segnalazione di cose che non vanno, dalle buche per le strade ai cassonetti troppo pieni, ma anche compito di monito ai cittadini che trasgrediscono alcune regole elementari (come andare in bicicletta sotto i portici), composizione di piccole liti, mentre per tutti i compiti che prevedono azioni con persone l'intervento resta delle forze dell'ordine.

 

Commenta il responsabile degli assistenti civici Pierluigi Pierro: "Vogliamo sensibilizzare al rispetto della civile convivenza. La nostra arma sarà il sorriso". I volontari che hanno aderito al progetto appartengono alle associazioni di Protezione Civile, Forlì Emergenza, guardie ecologiche volontarie e 'super-partes'. E se si definisce l'iniziativa civica come una "ronda in salsa forlivese", si levano gli scudi. Chiarisce la differenza la Masini: "La distinzione è culturale. Le ronde sono forme autogestite di cittadini che pensano di far da soli, lamentando una mancanza di controllo del territorio, qui invece c'è una cultura sociale e di civismo. Sono facilitatori del buon vivere".

 

Quella degli assistenti civici non è, per altro, l'unica iniziativa in cantiere. A metà settembre entreranno in funzione ben 55 nuove telecamere sparse per gli incroci e i punti nevralgici della città, per il costo complessivo di circa 200mila euro. In particolare, arriveranno in molte zone del centro, da via dei Filergiti a piazza Montefeltro, al centro commerciale I Portici, fino al quartiere Cava. In questo modo saranno oltre cento le telecamere sparse per Forlì, destinate al monitoraggio del traffico e alla sicurezza urbana (non a scopo sanzionatorio). Infine, il Comune ha approntato il progetto 'Rifedeur': uno 'sportello virtuale' già attivo sul sito internet del Comune in cui i cittadini possono segnalare tutti i problemi connessi al degrado urbano.










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