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Classi piene e meno docenti: anno scolastico già in salita

In media nelle scuole primarie ci sono 27 bambini per classe, mentre alle medie sono 29. E mancano gli insegnanti: 32 in meno con la nuova manovra del Governo. Il vicepreside Buitoni: "La verità è che lo Stato e gli Enti locali poggiano sull’arte di arrangiarsi dei precari e degli insegnanti di sostegno"

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scuola Forlì, 28 agosto 2008 - Il nuovo anno scolastico? Inizia così: le aule di Forlì sono piene. Alcune sovraffolate, mentre il numero dei professori è stato ridotto. Quindi la soglia di attenzione è alta: "In media nelle scuole primarie ci sono 27 bambini per classe, mentre alle medie ce ne sono 29 — spiega Anna Cicognani, sindacalista del Cisl —. Non siamo al collasso — rassicura — ma questo perché fino ad oggi esistevano compresenze importanti che oggi non ci sono più, a causa dei tagli operati dal Governo. Questo vuol dire — continua la Cicognani — che alcuni professori si ritrovano a gestire trenta ragazzini per classe, ognuno con le sue problematiche, dal disagio familiare alla difficoltà di inserimento. E non dimentichiamo il bullismo". La sindacalista parla di insegnanti di sostegno in più, che fino a qualche anno fa si occupavano, ad esempio, di condurre corsi di alfabetizzazione pomeridiana per i ragazzi stranieri: "Ad esempio — racconta ancora la Cicognani — un’esperienza molto bella è stata quella di Civitella, alla Madonnina del Grappa, dove era in piedi un progetto per seguire i ragazzi in difficoltà. Progetto che ora non esiste più".

 

Anche la preside delle scuole medie Zangheri e Maroncelli, Paola Pezzi, lamenta una carenza: "Quella del mediatore culturale, che dovrebbe occuparsi della comunicazione con gli stranieri, in modo da permettere a loro e ai ragazzi italiani di conoscersi meglio". Questa figura non esiste. Inoltre si è complicata anche la situazione dei ragazzi portatori di handicap: "Da quest’anno le Asl non riconoscono gli ipodotati, che di conseguenza vengono inseriti in classe senza considerare le loro oggettive difficoltà". Senza classi di decompressione la situazione non può che peggiorare. All’Istituto d’arte invece "è stato necessario restringere le classi di una — spiega il preside Vittorio Morgagni Servidei — Dove erano previsti cinque insegnanti in organico, nelle tabelle sono diventati quattro: ecco il danno".

 

Anche il vice preside dell’Istituto Geometri Adamo Buitoni, racconta che "c’è stata la riduzione di una classe: nei corsi serali, italiano ad esempio viene insegnato a una quarta e a una quinta insieme". Un insegnante di sostegno 50enne, precaria da 15 anni e seconda in graduatoria, quest’anno si è ritrovata a piedi. "Lo scatto doveva essere scontato — racconta — ma non c’è stato. La scuola nella provincia di Forlì è un caos totale, gestito fino ad oggi in modo folle. Non è vero che la situazione qui non è preoccupante. Io come insegnante di sostegno alla scuola materna ho affrontato situazioni di degrado e disagio alle quali non ero assolutamente preparata. Ma come si fa a lasciare un bambino di tre anni a se stesso? La verità è che lo Stato e gli Enti locali poggiano sull’arte di arrangiarsi dei precari e degli insegnanti di sostegno".

 

La scuola materna forlivese "non è altro che un parcheggio, dove gli insegnanti di sostegno, che dovrebbero essere figure di riferimento per bambini e ragazzi, vengono spostati di anno in anno, cambiando sempre scuola — continua l’insegnante —. Da settembre si fa un lavoro pesantissimo e che spesso non rientra nelle nostre facoltà. E a giugno, quando finalmente si è istituito un rapporto di fiducia, ci spostano di nuovo". Ma come si ripercuotono sulle scuole della città i famosi tagli operati dal Governo? "Si tratta di 32 professori in meno — spiega il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (cioè il provveditore agli Studi) Gian Luigi Spada —: per quanto riguarda le scuole medie, è stata considerata la seconda lingua, cosa che l’anno scorso non è stato fatto. Da qui, i posti in meno. Ma sono ottimista — conclude venerdì c’è un incontro a Roma con il ministro".

 

Eleonora Grossi










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