A parlare è Ivano Diana, forlimpopolese convertito all'islam una quindicina di anni fa: "Il pericolo esondazione non c'è per la struttura della coop Domus a lato? Trecento fedeli non possono più stare in via Fossato Vecchio"
Forlì, 28 agosto 2008 - C'è rammarico nella comunità islamica forlivese, all'indomani della bocciatura tecnica del progetto di moschea in via Masetti. A esprimerlo è il "centro di cultura islamica", il soggetto proponente del cambio di destinazione d'uso del capannone agricolo di circa 500 metri quadri opzionato col compromesso dai musulmani già alla fine del 2007 e regolarmente acquistato nel maggio scorso. "Non ho letto i giornali di oggi", taglia corto Mohammed Nadif, l'imam della moschea di via Fossato Vecchio, che rinvia poi a un portavoce.
E a parlare è soprattutto lui, Ivano Diana, 55 anni, forlimpopolese convertito all'islam una quindicina di anni fa col nome di Yahya: "Il pericolo esondazione non c'è per la struttura della cooperativa Domus a lato?", critica. "Si tratta di appigli possibili e impossibili per non darci la struttura", attacca Yahya Diana. "Sapevamo che c'era questa difficoltà del cambio di destinazione d'uso- ammette-, ma prevale la paura del musulmano violento". I "cattivi ci sono anche tra i cristiani - riprende Diana -, certo ci sono responsabilità anche dei musulmani, ma noi dobbiamo pensare ai quei trecento fedeli che frequentano la nostra moschea e che non possono stare più nei locali degradati di via Fossato Vecchio".
Per come sta volgendo la questione, con un probabile 'no' del Comune alle porte, sarà difficile per l'imam giustificare davanti alle migliaia di musulmani che avrebbero, come sostengono loro, raccolto l'ingente somma di circa 200mila euro con una maxi-colletta, un acquisto che ormai da più parti si definisce "frettoloso e incauto". Così come sarà difficile giustificare un mutuo ipotecario per altri 200 mila euro stipulato con una banca di Forlì. "Quei soldi sono frutto di raccolta tra i frequentatori della moschea e provenienti da altre moschee, tutte piccole donazioni", puntualizza Diana.
Altre fonti sostengono che i musulmani si sarebbero mossi all'acquisto quando avevano ricevuto informali rassicurazioni, in Comune, che il progetto sarebbe andato avanti. L'assessore all'Urbanistica Gabriele Zelli, da parte sua, assicura di non aver mai incontrato esponenti della comunità musulmana cittadina.
E' originario di Meldola, ha 32 anni e diverse pellicole all'attivo. Il suo cortometraggio 'Solo' ha ricevuto il plauso di importanti personaggi come Roberto Benigni. In lavorazione c'è un progetto per uno spettacolo con il premio Nobel Dario Fo