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Fabiani: "Ciao Forlì, il mio treno va a Bologna"

Comicia l'avventura di Simone, 16 anni per 203 cm di altezza, di Villa Selva: il suo sogno è giocare a pallacanestro e ora la Virtus l'ha comprato

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Simone Fabiani basket Forlì, 29 agosto 2008 - I numeri sono quelli giusti. 16 sono gli anni, il che significa che di futuro ce n’è tantissimo davanti. 203 i centimetri, sì 203: una pertica. Possono bastare? "I medici dicono che potrei diventare 208 o 210", dice Simone Fabiani, ragazzone di Villa Selva. Potenziale presente e futuro bastano già per il primo passo del suo sogno: diventare un giocatore di basket. Sono bastati alla Virtus Bologna per scommettere su di lui.

 

Domenica sera un treno l’ha portato via dalla sua città natale, ben più lontano con la fantasia rispetto ai 65 chilometri di binari che separano Forlì e Bologna. Accompagnato dalla mamma, in fondo Simone è ancora un ragazzo. Ma sta per diventare grande: "Qua a Bologna vivo in uno studentato creato dalla Virtus per i suoi ragazzi. Mi allenerò all’Arcoveggio. Lo studio? Ho frequentato i primi due anni all’Iti di Forlì, ora passo all’Ipsia di Bologna, un istituto professionale un po’ più semplice... Ma tutti mi dicono che lo studio viene prima di ogni cosa, anche del basket". Un forlivese alla mitica Vu Nera, annata ‘92, già ha assaggiato il campo in alcuni stage insieme ai ‘91 che poi hanno vinto il tricolore under 17. Simone Fabiani da Villa Selva gioca la sua opportunità, con la testa piena di sogni.

 

C'è ancora un numero, questo però da modificare. Il peso: 87 chili, tremendamente pochi per quell’altezza, un fuscello. Vuole mettere su muscoli: "A spallate se no perdo con tutti". Vuole diventare grande. "Sono alto come Lebron James — dice pensando alla stella dei Cleveland Cavs della Nba e della nazionale americana vincente a Pechino —, vorrei giocare come lui, cioé esterno. Mi piace molto tirare da tre. Sotto canestro? A forza di allenarmi sono diventato forte anche lì. Quest’anno ho imparato a schiacciare: adesso ce la faccio anche da fermo". Pare che le mani siano ben educate anche nel passaggio, qualità rara per una ragazzo così alto. Dove giocava il frugoletto? Nel Ca’ Ossi, dove ha svolto lo scorso campionato regionale d’élite. Come coach ha avuto Mario Santarelli, una vita vice in serie A, ora all’Artusiana Forlimpopoli. L’incontro con la Virtus nacque quando aveva 13 anni: già alto 180 centimetri, guidò una truppa di bambini a vincere in casa dei pari età bianconeri. E’ il caso di scomodare la genetica: chi è tanto alto in famiglia? "Solo la mamma, che è 1.85". E adesso? "Conosco già qualche giocatore della prima squadra: Giovannoni, Bulleri, Garri... Mi piacerebbe giocare con loro un giorno. Al più presto".

 

Generazione Playstation: Simone, nuova grande promessa del basket forlivese che ha creato tanti buoni giocatori ma mai una stella, è cresciuto con i videogiochi e la tv satellitare, dove non perde una partita del campionato italiano o della Nba. Via la vecchia retorica, i ricordi: non ha mai visto la vecchia Libertas, chiuse bottega che lui aveva 7 anni. Quell’anno l’allenava Renato Pasquali, oggi coach proprio della Virtus: "Ah sì? Non lo sapevo. Però ho conosciuto Niccolai a un camp, è un grande. Il Palafiera? Nel 2005 ero uno dei ragazzi che pulivano il parquet alle Final Eight". E la Vem? "L’ho vista quest’anno tre o quattro volte, più i playoff". Il ragazzo non guarda alla B1 per il suo futuro. Il suo treno ferma molto più lontano. 

Marco Bilancioni










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Matteo Medri regista

Matteo Medri, il regista

E' originario di Meldola, ha 32 anni e diverse pellicole all'attivo. Il suo cortometraggio 'Solo' ha ricevuto il plauso di importanti personaggi come Roberto Benigni. In lavorazione c'è un progetto per uno spettacolo con il premio Nobel Dario Fo

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