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Leo 2, la vendetta: "Io non ho paura"

Superati i problemi fisici della scorsa stagione, Rodrigues parte ricaricato dopo il riposo in Brasile: "Questa per me è una grande occasione"

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Leo Rodrigues Yoga Volley Forlì, 3 settembre 2008 - Ve lo ricordate quel momento tremendo a cavallo tra ottobre e dicembre? Dopo un avvio folgorante il fu Mare&Volley sembrava improvvisamente diventato una squadra di brocchi: bastonato da Taviano e da Vibo, prese il suo ‘avere’ a Loreto, con un 3-0 talmente potente da causare poi un sussulto nella squadra. Dietro quel crollo (poi sublimato nella fantastica volata per la promozione) c’era anche stato un momento difficilissimo di Leo Rodrigues. Problemi fisici a ripetizione, e forse anche problemi di adattamento: Leo aveva iniziato l’anno in sordina e poi ha fatto quello che è diventato storia, travolgendo la corazzata Verona nella serie di finale di fine maggio. Ecco, quest’anno sarà tutto diverso: Leo non partirà col freno a mano tirato. E di problemi fisici non ne vuole sapere nemmeno per scherzo: "Sono carico, non vi deluderò", proclama Leo. "Ho passato una bella estate, sono pronto".

 

Cos’ha fatto dall’1 giugno?
"Sono stato tanto in Brasile. Sono stato con la mia famiglia, a Belo Horizonte. Mi sono riposato un po’. Avevo bisogno di staccare".

 

Ma fisicamente è più tonico adesso di giugno...
"Beh, a differenza di altre occasioni ho cercato di mantenere il fisico. Il fisico è importante, e in serie A1 ancora più che in A2. Mi sono comunque allenato il giusto, eh, in Brasile...Ho fatto vacanza anche io".

 

A Forlì comunque è arrivato abbastanza presto.
"Sono molto concentrato, questa per me è una grande occasione. Tenevo a giocare in A1 e ce l’ho fatta. Sarebbe stupido mollare adesso".

 

Agli allenamenti arriva spesso per primo. Forse è un po’ diverso dallo scorso anno...
"Io sono un professionista, lo sono sempre stato e mi sono sempre impegnato al massimo. E’ chiaro che l’allenamento è importante per crescere; e per fare l’A1 bisogna ancora crescere. Io faccio del mio meglio, poi vediamo cosa ne esce".

 

Con Perugia ha messo giù 19 palloni. Loro non avevano i centrali titolari ma comunque è una buona prova.
"Mi sono trovato bene, ho giocato bene e anche se siamo all’inizio sento già la fiducia. Dopo due mesi e mezzo che non giocavo, anche io sono rimasto sorpreso dalla mia prestazione".

 

Ora siete in quattro brasiliani con Tuba, Redwitz e Bozko.
"Sono bravi ragazzi. Conosco Rafael perché in Francia ci siamo sfidati spesso mentre Tuba è un mio amico.
In Brasile, quando avevamo 20-21 anni, abbiamo giocato insieme al Sant’André. E adesso, dopo tanti anni, stiamo di nuovo insieme: questo è bello".

 

Con Tuba ci sarà un po’ di concorrenza?
"Lui è un bravo, un bravissimo giocatore"

 

Dice solo questo?
"Bisogna lavorare sempre, indipendentemente dal fatto che vada in campo l’uno o l’altro.
Io parlo solo di me: conosco le mie potenzialità e so che posso fare tanto. Ma a decidere sarà, come è giusto che sia, Piero".

 

L’A1 le fa paura? I muri saranno più alti di quelli di Avellino e Spoleto...
"No, per niente. L’A1 fa paura se non sei preparato. Io ho voglia di fare, sono tranquillo di testa. Ce la possiamo fare e anche io credo di essere pronto".










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regina delle Alpi

Forlivese, 44 anni, è stata una stella nel firmamento dei pedali in rosa: Tour de France, Giro d'Italia, nazionale italiana, dal 1982 al 1998. Dopo la pausa dal professionismo, nel 2002 è tornata al ciclismo agonistico amatoriale: ha appena vinto la Oetztaler Radmarathon

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a cura di Matteo Leonelli