Forlì potrebbe non essere in grado di "chiudere il 2008 dando gli stessi servizi nel rispetto del patto di stabilità". E' l'allarme dell'assessore Buffadini. La perdita della tassa comunale ha sottratto oltre 10 milioni di euro, solo in parte sopperiti da trasferimenti statali
Forlì, 30 settembre 2008 - Se il Governo non copre tutte le perdite causate dall'abolizione dell'Ici, il Comune di Forlì potrebbe non essere in grado di "chiudere il 2008 dando gli stessi servizi nel rispetto del patto di stabilità". E' l'allarme lanciato lunedì pomeriggio in Consiglio comunale dall'assessore al Bilancio Lodovico Buffadini. Durante la presentazione delle verifica degli equilibri di gestione, il responsabile dei conti del municipio ha fatto un rapido calcolo. "L'abolizione dell'Ici comporta una perdita di 10,2 milioni di euro: 4,8 li abbiamo già avuti con un primo trasferimento - spiega -, ma dalla seconda tranche si stima che mancheranno 2,7 milioni di euro".
Il problema, poi, non è solo della città di Forlì, "ma di tutti i Comuni, sia quelli governati dal centrosinistra che quelli del centrodestra", sempre l'assessore. Ma non è tutto: per il Comune mancano all'appello un altro milione di euro relativo all'Ici sugli edifici rurali e 600mila euro di altri trasferimenti dello Stato, alla voce "costi della politica". "Nessuno è mai stato contrario all'abolizione dell'Ici prima casa - continua Buffadini - tanto che già in tempi non sospetti, nel 2000, decidemmo di tagliare l'aliquota al 5 per mille", ma se non arriveranno i soldi in sostanza i conti a fine anno non quadreranno.
Nel corso del Consiglio comunale è stato scelto inoltre il difensore civico: la votazione a chiamata nominale ha dato come esito la riconferma dell'attuale difensore Bruno Battistini, con 20 voti, contro i 13 di Giovanna Protonotari (una scheda bianca). Di fatto, quindi, Battistini passa con i soli voti del centrosinistra, a dispetto della richiesta del consigliere Udc Gabriele Gugnoni che chiedeva che il difensore civico, che rappresenta una figura di tutela, non fosse solo espressione della maggioranza.
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