Il letto del fiume Bidente è secco. Negli ultimi tempi è piovuto molto poco, ma questo giustifica solo in parte la scarsità d’acqua che caratterizza i fiumi intorno a Forlì. Totalmente prosciugati i piccoli affluenti
Santa Sofia (Forlì), 15 ottobre 2008 - Una volta ci scorreva l’acqua, adesso invece crescono le erbacce, i rovi, perfino gli alberi. Il letto del fiume Bidente è secco, ormai modificato, diverso rispetto a qualche anno fa. Anche se in alcuni punti, soprattutto sopra Santa Sofia, ci sono ancora delle pozze dove i pescatori si divertono a tirare su trote, barbi e cavedani. Negli ultimi mesi è piovuto poco, molto poco, ma questo giustifica solo in parte la pochezza d’acqua che caratterizza i fiumi che corrono intorno a Forlì verso il mare. A essere proprio in secco sono i piccoli affluenti, i torrenti come il Rio Sasso, all’altezza del paese di Santa Sofia, che alimenta il Bidente.
"Fino a una trentina di anni fa — ricorda Maurizio Bravaccini, pescatore esperto —, il Bidente era a carattere torrentizio, i sassi erano levigati e puliti: ogni tre, quattro anni veniva una fiumana che ripuliva tutto e in un certo senso rigenerava. Adesso le fiumane non ci sono più, non tanto per la diga di Ridracoli, ma anche perché è cambiato il clima. Le precipitazioni, quando ci sono, sono a carattere per lo più locale e non aiutano i fiumi". In compenso cresce la vegetazione e aumentano gli animali che vivono nel letto di "quello che prima era un vero fiume".
"Purtroppo ci sono anche ratti grossi come gatti in certi punti — continua Bravaccini —, i pesci ci sono ancora solo perché i pescatori, di solito, li ributtano in acqua dopo averli catturati". Ma sono cambiate un po’ le specie, infatti sono comparse le carpe più giù, verso Meldola perché l’acqua è più stagnante e il fondo è più algoso. Scendendo verso il mare, l’acqua cala anche per il prelevamento ‘forzato’ per un uso agricolo (in particolare per gli orti), attraverso l’utilizzo di pompe elettriche. L’acqua scarseggia in molti punti, tanto che c’è perfino chi taglia con un tosaerbe le erbacce lungo il letto, secco da mesi.
A Cusercoli, per esempio , si può camminare in diversi punti insieme alle anatre che fanno sempre più fatica a nuotare liberamente. "Secondo me — evidenzia l’avvocato Ottavio Arnasei, ex sindaco di Santa Sofia — il punto peggiore è il tratto fra Galeata e Cusercoli, fino a Meldola. L’anno scorso, in questo periodo, c’era più acqua, sarebbe opportuno che ogni tanto aprissero i ‘rubinetti’ della diga di Ridracoli, ma a livello economico questo non conviene". Quando era un ragazzo, Arnasei andava con i suoi amici a pescare i cavedani con le mani sotto i grossi sassi presenti nel Bidente. Adesso sarebbe più difficile farlo. "A parte le poche piogge — conclude l’ex sindaco —, credo che occorra puntare il dito contro le cosidette pompe agricole che prelevano senza nessuna regola nè controllo l’acqua". Intanto il fiume continua ad avere sete.
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