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BERTINORO

Terme, che affarone. Il Comune va all'incasso

Ha tempo fino al luglio prossimo per ‘uscire’ vendendo le sue quote a Terme Valley, obbligata a comprare in base all'accordo del 2006. I milioni versati nel progetto potrebbero rientrare: si parla di un malloppo da 4-5 milioni di euro

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Fratta Terme Bertinoro (Forlì), 15 ottobre 2008 - Bertinoro ha un tesoro. Sono i milioni versati nel progetto terme (2 e 100), che presto potrebbero rientrare alla base. Raddoppiati? Forse. Un gruzzolo che qualcuno valuta addirittura attorno ai 4-5 milioni di euro: raddrizzerebbe il bilancio comunale (che quest’anno rischia di scivolare fuori dal patto di stabilità, con conseguenze nefaste su assunzioni e trasferimenti statali) e permetterebbero all’amministrazione di volare alta: dalle nuove scuole di Santa Maria Nuova all’arredo urbano di Fratta.

 

Il nocciolo della questione sta tutto nell’articolo 7 della modifica ai patti parasociali firmati nel gennaio 2006 da Comune e Terme Valley. L’allora sindaco Bocchini fece inserire nell’accordo un codicillo: "Il Comune potrà esercitare nei confronti di Terme Valley l’opzione di vendita per il periodo di 18 mesi con decorrenza del giorno che l’Assemblea dei soci della Bertinoro Fratta Terme spa deliberi l’aumento di capitale sociale". Visto che quest’ultimo è avvenuto a gennaio 2008, il Comune ha tempo fino al luglio prossimo per ‘uscire’ dalle Terme, vendendo a Terme Valley, obbligata a comprare, le sue quote. Che, in seguito all’aumento di capitale disposto dai privati, sono passate dal 55% iniziale al 33% attuale.

 

Oggi dunque il Comune non ha più alcun potere decisionale sulle Terme (tre uomini nel consiglio di amministrazione contro i sei di Terme Valley) ma vanta un bel malloppo. Che ha tutto il diritto di incassare, vendendo le sue quote, oltretutto, "ad un prezzo pari al valore di mercato in essere al tempo dell’esercizio dell’opzione". Un tesoro, appunto. Il cui futuro si deciderà in questi giorni. Oggi è in calendario un consiglio di amministrazione di Terme Valley (ma il punto non è all’ordine del giorno), il 23 ottobre prossimo un consiglio comunale nel quale il sindaco Zaccarelli darà il via libera ufficiale all’operazione.

 

Il condizionale però è d’obbligo: a luglio, quando il Pri proponeva di vendere le quote, Zaccarelli bollava la proposta come "politica da happy hour". Ma oggi le cose sono cambiate. Anche il primo cittadino ha capito che quei milioni fanno troppo comodo al Comune per essere lasciati in naftalina. Perdere il treno che passa a luglio sarebbe un delitto, che costringerebbe il Comune a cercarsi — più avanti — azionisti privati ai quali rifilare un pacchetto che non garantisce potere decisionale. Mica facile.

 

"Vedremo — dice Zaccarelli —. Quel che conta adesso è stabilire i tempi. Dopo che avremo affrontato e risolto il problema con Terme Valley ne parleremo". Ecco, appunto. Dato per certo che il Comune passerà alla cassa, l’argomento di discussione non è più se vendere il 33%, come a inizio estate, ma come e a quanto venderlo. Perché il Comune ha interesse a incassare i suoi milioni di euro. Ma anche a far sì che nessuno affoghi nell’acqua salsobromoiodica.

Riccardo Fantini










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