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LA CRISI

Famiglie in difficoltà, boom di vendite di oggetti in oro

Non si arriva a fine mese e si sacrificano i preziosi. Cariromagna, che svolge il servizio di Monte Pegni, ha raddoppiato il tetto del prestito

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Gioielli Forlì, 20 ottobre 2008 - Il segnale è forte e chiaro. Aumentano le persone che si presentano con i gioielli di famiglia ai negozi dove si comprano oro e preziosi. Anelli, catenine, braccialetti, pendenti: spesso indossati dai nonni che non ci sono più, ma anche ricordini di comunioni, cresime e altre cerimonie. Non si arriva a fine mese e si sacrifica l’argenteria, che sovente ha più valore affettivo che di mercato. Non è un caso che Cariromagna, che svolge il servizio di Monte Pegni, abbia raddoppiato (da 250 a 500 euro) il tetto del prestito su pegno.

 

Le crescenti richieste di stimare i monili di casa hanno suggerito un’idea a Davide Fabbri, titolare di ‘Occasioni d’oro’, in via Quadrio, che da tanti anni commercia nel settore. Una grande asta d’oro e preziosi che si svolgerà dal 12 al 14 dicembre, all’Hotel Globus di Forlì. Con una novità: un certo numero di lotti saranno aggiudicati a qualunque prezzo. Il sistema è già stato sperimentato con successo dallo stesso Fabbri a Bellaria, in un negozio che gestiva gli anni scorsi in estate. «Si vendevano anche 50-60 pezzi a serata, c’era gente che veniva anche da lontano e qualche volta capitava il colpo: ricordo una signora che si portò a casa un anello con brillanti a 6 euro. Oggi accade sempre più di frequente che le persone mi propongano di comprare oro, ma soprattutto se l’oggetto ha qualche valore, non è conveniente cederlo a peso».

 

La differenza è notevole. Se l’oro si spedisce alla fusione si incassano 11 euro al grammo. Coi prezzi recenti, il valore di mercato dell’oro puro si aggira sui 21 euro al grammo, ma se si cerca un gioiello firmato, si parte dai 50 ai 60 euro al grammo. Sulla base delle sue esperienze precedenti, Fabbri intendeva promuovere una vera e propria gara fra commercianti di preziosi noti a livello nazionale: "Una rassegna ben organizzata può essere un veicolo di richiamo turistico. L’ho proposta alla Fiera e ai comuni termali della zona, ma non ho ricevuto risposte dagli interessati".

 

Così il commerciante ha deciso di fare tutto da solo. Anche a costo di rimetterci. «Sappiamo che la prima volta può anche non funzionare, al massimo si recuperano le spese, ma sono persuaso che l’asta senza base finirà per riscuotere interesse». Per legge l’oro non può essere aggiudicato sotto il prezzo di fusione, però una percentuale degli oggetti andrà a qualsiasi offerta. Se nessuno alzerà la mano, catenine e anellini verranno restituiti ai legittimi proprietari. Ma è raro che nessuno si faccia avanti. A dicembre si avrà la controprova.










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