Due anni di indagini per trovare la mente della associazione a delinquere. Grazie a vari prestanome, aveva messo in piedi una girandola di società in tutt'Europa per commerciare grossi quantitativi di merce senza versare l'Iva. Tre gli arresti e 33 persone denunciate
Forlì, 6 novembre 2008 - Centocinquanta milioni di euro d’imponibile sottratto al fisco e due milioni di euro di accisa (sulla birra). Una maxi evasione. E' questa l'accusa che ha portato all'arresto di due consorti (Guido Minerva, 42 anni e Rosaria Vernucci, 35) e della segretaria dell’uomo (Fortuna Maisto, 44 anni ai domiciliari perché incinta) oltre alla denuncia di altre 33 persone. Una complessa indagine, ancora in corso, coordinata dal pm Alessandro Mancini, che da oltre due anni vede impegnati i finanzieri del comando di Cesena, l’Agenzia delle dogane di Forlì e l’Olaf (l’organismo della Commissione europea contro le frodi) con decine di perquisizioni in Italia, 84 mila intercettazioni telefoniche, 24 mila mail spulciate.
Secondo gli inquirenti la mente dell’associazione a delinquere era Minerva. L’uomo, grazie a vari prestanome tra i familiari e grazie a una perfetta conoscenza delle norme fiscali internazionali, aveva messo su un’enorme ‘macchina’ per l’evasione fiscale con una girandola di società create in Italia, in Finlandia, Danimarca, Svezia, Polonia, Malta ed Estonia. Sfruttando le falle del sistema fiscale comunitario, la banda infatti esportava e importava colossali quantitativi di merce (prevalentemente generi alimentari di prima necessità, ma anche accessori di telefonia e vestiti) senza pagare l’Iva e incassando rimborsi non dovuti di Iva grazie alle società fantasma.
La merce, in realtà, non usciva mai dai confini nazionali ma finiva nella grande distribuzione, prevalentemente campana. Coinvolte nel giro dei cosiddetti ‘caroselli fiscali’ alla base della maxitruffa, 52 aziende italiane (vere, e in alcuni casi dai nomi e marchi altisonanti). Per nove di queste, si sospetta il coinvolgimento diretto dei vertici aziendali. A far scattare le indagini, nel febbraio 2006, sono stati i controlli su una piccola azienda alimentare cesenate che, secondo la documentazione, esportava birra a Malta in quantitativi assolutamente eccessivi rispetto alla ricettivita’ del mercato del piccolo Stato.
Prende il via la rassegna di Amnesty International al cinema Verdi di Forlimpopoli. Dal 4 al 25 novembre cinque grandi pellicole per narrare fatti e misfatti della storia passata e della realtà attuale