Venerdì scorso un'auto viaggia a fari spenti all'altezza di Carpinello. All'alt dei carabinieri l'uomo dà inizio alla roccambolesca fuga. Condanna per direttissima a un anno e 4 mesi per un rappresentante di commercio
Forlì, 24 novembre 2008 - Dieci minuti di corsa infernale sulla Cervese a duecento chilometri all’ora. Un inseguimento alla Starsky & Hutch a fari spenti nella notte che solo per un miracolo non si è trasformato in una tragedia. E che ha comunque avuto il suo epilogo con una pesante condanna per il fuggitivo: un anno e quattro mesi di reclusione.
Il rodeo scatta attorno alle tre del mattino di venerdì scorso. Una pattuglia dei carabinieri incrocia un’Audi A4 station wagon nera che marcia a fari spenti ad andatura lenta. Siamo all’altezza dell’ufficio postale di Carpinello sulla Cervese. I militari accendono il lampeggiante e bloccano l’auto per un controllo. Dapprima l’Audi si ferma poi, appena un carabiniere si avvicina, accelera bruscamente, sterza e si lancia in una folle fuga in direzione di Cervia. La ‘gazzella’ dei carabinieri si lancia all’inseguimento sul filo dei duecento all’ora. Il fuggitivo viaggia a fari spenti, incrociando alcuni automobilisti — pochi per fortuna a quell’ora — ovviamente terrorizzati.
Non riuscendo a seminare gli inseguitori, l’Audi imbocca via Dismano in direzione di Pievesestina e tenta il tutto per tutto: con alcune brusche fermate cerca di disorientare i carabinieri, forse pensando di farsi superare e riuscire così a cambiare direzione. Nulla da fare. Il militare al volante non si lascia ingannare e anzi riesce a stringere il fuggitivo sul lato della strada. Con le pistole in pugno, i carabinieri scendono dall’auto e costringono l’Audi alla resa. Sembra tutto finito, ma mentre un carabiniere si avvicina il fuggitivo apre improvvisamente lo sportello e tenta di scappare a piedi. L’altro militare però lo sgambetta e riesce in qualche modo ad acciuffarlo.
La corsa finisce nella camera di sicurezza della caserma. L’autista dell’Audi è un rappresentante di commercio forlivese di 33 anni, visibilmente ubriaco. Non giustifica in alcun modo il suo comportamento ma si rifiuta di sottoporsi al test etilico. Per questo gli viene applicata la sanzione massima per guida in stato d’ebbrezza, gli vengono anche ritirata la patente sequestrata l’auto. Scatta l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Dopo circa due ore di permanenza in cella il giovane chiede di essere portato in ospedale dove gli viene diagnostica la rottura del setto nasale. Accetta finalmente di essere sottoposto all’analisi del sangue e, nonostante il tempo già trascorso, risulta ampiamente al di sopra dei limiti di legge per la guida in stato d’ebbrezza. La notte brava finisce sul banco degli imputati. Processato per direttissima, il rappresentante è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. La pena è stata sospesa poiché il giovane è incensurato, anche se ha dei precedenti per guida in stato d’ebbrezza.
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