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LA CRISI FINANZIARIA

La Fondazione taglia: meno soldi da investire

Distribuirà mezzo milione in meno del previsto. Il patrimonio ha risentito dei terremoti di Borsa, ma gli impegni culturali di maggior rilievo come la mostra sul Canova e la società Romagna Innovazione saranno ottemperati 

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Piergiuseppe Dolcini (foto Sabatini) Forlì, 26 novembre 2008 - La crisi finanziaria costringe all’austerity anche la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che nel 2009 distribuirà mezzo milione in meno del previsto. Confermate le scelte strategiche a partire dalla mostra sul Canova che aprirà a gennaio, i tagli si concentreranno nelle iniziative culturali ‘minori’ e nei settori sport, istruzione e formazione, volontariato.

 

Questo perché il patrimonio investito, in totale 413 milioni, ha risentito dei terremoti di Borsa. "Solo una minima parte è investita in azioni e ha riportato perdite attorno al 10-15%, il grosso è in fondi monetari, titoli di Stato e obbligazioni — dice il presidente Piergiuseppe Dolcini — . L’importante è che riusciremo a far fronte agli impegni di maggior rilievo, dalla rassegna sul Canova alla società Romagna Innovazione, nata per sostenere lo sviluppo economico locale. Senza contare le iniziative a favore del centro storico. Tutto sommato la diminuzione sarà contenuta".

 

Il budget di quest’anno rispetterà le previsioni: 10 milioni e 58 mila euro. La cinghia si stringerà nel 2009, quando la Fondazione elargirà nel complesso 8 milioni e 136 mila euro contro gli 8 e 650 mila che contava di impegnare. Mille antenne in città saranno in trepida attesa: quali rami verranno potati? La voce cultura passerà dai 2,660 milioni attuali a 2,250, il volontariato registrerà un calo di 250 mila euro, l’istruzione di 190 mila e lo sport di 155 mila. L’unico incremento è ad appannaggio dell’area anziani: da 247 mila euro a mezzo milione.

 

Sostanziale tenuta per la salute pubblica e nello sviluppo locale e l’edilizia popolare. "Il budget da 2 milioni e 47 mila euro scenderà a un milione e 300 mila — sostiene il presidente — ma occorre tener presente il contributo di oltre 800 mila euro in Romagna Innovazione, società che implementerà la ricerca tecnologica a vantaggio del sistema produttivo". Fino all’inizio del 2008, era la stessa Fondazione a provvedere alla gestione patrimoniale; da allora circa 150 milioni sono affidati alla Polaris, finanziaria che cura anche i 5,5 miliardi di euro della Fondazione Cariplo.

 

La Fondazione ha poi 50 milioni investiti in Cariromagna (che quest’anno manterrà inalterata la redditività), una trentina in fondi di investimento, una quindicina in F2i, fondo italiano per le infrastrutture. Un’altra fetta del patrimonio è composto di quote di altre società, fra cui spiccano Hera e la Cassa Depositi e Prestiti. "I criteri che guidano le scelte — conclude Dolcini — sono il mantenimento del patrimonio, la prudenza e la diversificazione. Considerando la crisi in corso, ne abbiamo attutito gli effetti".

Fabio Gavelli










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