Si scruta fra i lati oscuri degli istituti forlivesi. La palestra dell'Edera ha balaustre non a norma mentre l'Ivo Oliveti presenta pannelli in fibrocemento ed è priva della certificazione impiantistica di sicurezza
Forlì, 27 novembre 2008 - Il coro finora è stato unanime: "Le scuole forlivesi? Sono sicurissime". L’hanno detto e ripetuto amministratori, presidi e sindacalisti. "Temiamo solo l’imprevisto" ha aggiunto timidamente un genitore ricordando che "neanche là, a Rivoli, si aspettavano che cadesse un soffitto". Eppure è successo. E allora anche Forlì fruga con la lente d’ingrandimento nelle pieghe delle sue certezze. E trova alcuni lati oscuri.
Prendiamo la palestra dell’Edera (viale della Libertà), dove fanno ginnastica anche gli studenti del Liceo classico. I ragazzi si spogliano ogni giorno a circa quattro metri di altezza, in un piano sopraelevato che si raggiunge salendo una scala a chiocciola, protetto solo da una timida balaustra di 80 centimetri. Una spintarella e finisci giù. La preside Giuliana Branzanti ha già spiegato che si tratta di una "priorità": bisogna metterlo a norma in fretta.
L'altro buco nero nel panorama delle strutture scolastiche forlivesi l’ha ricordato il consigliere regionale Luca Bartolini ed è l’istituto superiore Ivo Oliveti (via Buonarroti 7). "La scuola — ha sottolineato il consigliere di An — non ha il certificato di prevenzione incendi nè la certificazione impiantistica di sicurezza". Il problema è che "per effettuare qualsiasi modifica agli impianti bisognerebbe tagliare i pannelli di legno truciolare". I quali a loro volta sono "impastati con fibre di amianto".
Segandoli, "si metterebbero in circolo particelle di amianto che metterebbero ad ulteriore rischio la salute dei 346 alunni che frequentano l’istituto". La Provincia, proprietaria della struttura, ha in previsione la costruzione di una nuova sede per la scuola, ma Bartolini chiede alla Regione di finanziare il progetto in via prioritaria e intanto sollecita Asl e Arpa a certificare "i concreti rischi per la salute di chi frequenta l’Oliveti".
E' il mercato degli agricoltori locali per vendere i propri prodotti senza intermediazioni commerciali. Il Comune ha individuato piazza Dante come possibile area