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NORMATIVA COMUNALE

Nuove regole per i Phone center
Niente più disturbo ai residenti

Due anni di tempo per i gestori per mettersi a norma. L'amministrazione ha varato la nuova disciplina che stabilisce l’obbligo di chiusura entro la mezzanotte, il limite di 13 ore di apertura, la dotazione di un bagno pubblico 

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Phone center (foto Newpress) Forlì, 3 dicembre 2008 - Nuove regole per i phone center di Forlì, i centri per le chiamate internazionali che sono proliferati negli ultimi anni in una sorta di 'far west' privo di norme: sono 25 in città, di cui ben venti in centro storico. “Le uniche leggi riguardavano aspetti di pubblica sicurezza (obbligo di identificare gli utenti dei servizi telefonici e internet, ndr)” ammette il vicesindaco Evangelista Castrucci, titolare della delega del commercio.

 

E l’effetto della mancanza di regole è stato che “c’è qualche elemento di criticità soprattutto per i residenti che vivono intorno” ai phone center, spiega da parte sua il sindaco Nadia Masini. A tutto questo, tuttavia, pone rimedio il regolamento approvato lunedì sera in Consiglio comunale, che recepisce una legge regionale su queste strutture (vengono equiparate a tutti gli effetti ad esercizi commerciali), lasciando però ampi margini per un’attività peculiare in quanto la clientela si concentra negli orari serali (anche per problemi di fuso orario nei paesi di destinazione delle chiamate) e nei festivi.

 

”Abbiamo disciplinato prima di tutto l’orario, consapevoli che queste strutture non devono recare disturbo nelle ore notturne e che bisogna rispettare delle regole di decoro”, dice il sindaco Masini. Tra le nuove prescrizioni, c’è da sottolineare l’obbligo di chiusura entro la mezzanotte e il limite delle 13 ore di apertura al giorno nell’arco orario tra le 8 e le 24. Ma non solo: il Comune ha imposto anche lo spazio minimo di 0,36 metri quadri per ogni postazione telefonica o internet, sedie per l’attesa e spazi di passaggio. Insomma, basta con i 'bugigattoli' e i clienti in piedi, spesso fuori dal locale.

 

C’è poi la nuova regola per cui i phone center devono essere dotati di un bagno fruibile al pubblico, come i bar. Molte, d’altra parte, erano le critiche dei residenti che vedevano gli utenti dei phone center urinare per strada.
”Altro nuovo provvedimento è l’incompatibilità tra attività di phone center e vendita di alimenti e bevande”, aggiunge Castrucci. Per compensare i mancati introiti, tuttavia, saranno ammessi i servizi di fax, fotocopiatura, ricariche e schede telefoniche e money transfer.

 

”Abbiamo dato due anni per mettersi in regola con la nuova disciplina” continua Castrucci, spiegando che il nuovo regolamento ha incontrato il favore dei titolari dei centri telefonici. “Ne abbiamo discusso con loro e condiviso i provvedimenti”, spiega il sindaco Masini. I gestori dei phone center (in gran parte indiani e paesi vicini, ma anche cinque italiani), d’altra parte, godranno di importanti deroghe: non avranno gli obblighi di chiusura infrasettimanale e quelli di chiusura nei festivi (ad eccezione di dieci festività tassative per tutto il commercio).

 

Vietato, infine, l’uso degli apparecchi wireless fuori dal locale del phone center, per preservare il diritto al riposo dei residenti. Proprio per tutelare questo diritto, arriva anche la prescrizione di mettere cartelli multi-lingua per invitare a mantenere il silenzio e il decoro, assieme a doveri di trasparenza (listino dei prezzi e orari apposti in vetrina). “Infine le nuove strutture dovranno essere soggette ad autorizzazione del Comune, non basterà più l a sola comunicazione alla questura”, conclude Castrucci.










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