Corre da undici mesi ed è già in orbita azzurra. Il 16enne diamante dell'Edera ha stravinto il Campaccio, la gara di cross vetrina d’Europa e si prepara ad essere il ragazzo da battere del mezzofondo nei campionati italiani
Forlì, 8 gennaio 2009 - Gli sono bastati undici mesi per diventare il mezzofondista più seguito d’Italia. Andrea Sanguinetti ha cominciato a correre il 14 febbraio del 2008. Allora aveva 16 anni e giocava a pallone, come quasi tutti i ragazzini della sua età. Ma nel giorno degli innamorati anche lui è stato centrato al cuore dalla freccia di Cupido. Solo che dall’altra parte della siepe non c’era una giovane coetanea, bensì la pista di atletica. E Andrea, per fortuna, ha perso la testa.
"Cos’ha di straordinario? Un gran motore". Il suo allenatore si chiama Deris Altavilla, e nei giorni scorsi è stato avvicinato dai tecnici della nazionale: "Teniamoci in contatto — gli hanno detto —, dobbiamo rivederci presto, ci interessa collaborare con lei e il suo atleta". Per forza. Non ci vuole l’occhio di lince per capire che ad Andrea undici mesi sono stati più che sufficienti per diventare il ragazzo da battere nei 2000 siepi: il forlivese dell’Edera viaggia come un treno, con una scioltezza di corsa che i più audaci definiscono "genetica". Bastava dare uno sguardo al podio del Campaccio, la gara di cross ritenuta la vetrina d’Europa, per accorgersi dei miglioramenti.
Nonostante la neve e i saliscendi ghiacciati, Andrea ha sbranato i sei, tortuosissimi chilometri lasciando gli avversari arrancanti a distanza da binocolo. Un fenomeno solo nella categoria Allievi, dominata dopo i primi 600 metri a studiare il gruppo. "È difficile dire dove possa arrivare. Per ora cerco solo di preservarlo" spiega Altavilla. Quando si trova un diamante così, la prima cosa da fare è assicurarlo nella cassaforte più solida. Ergo, costruirgli un corpo modellato sulle necessità del mezzofondo.
Nei primi undici mesi di corsa Sanguinetti ha patito un solo infortunio: la storta alla caviglia che ha compromesso i campionati italiani. "Cerchiamo di non sollecitare troppo il fisico — aggiunge Altavilla —, tanto Andrea migliora comunque. Finché ci sono margini nella reattività e nella mobilità lavoriamo su queste cose. Fino ai 19 anni è meglio andarci piano". Il cronometro migliora comunque: il 6’05’’04 stampato quest’anno rappresenta il miglior tempo in Italia. "Penso che qualcosa si possa limare anche nel 2009, ma non voglio dire quanto". Il tempone arriverà, senza fretta. Le occasioni tanto non mancano.
"Stiamo decidendo se fare i campionati italiani di società dell’8 febbraio — anticipa Altavilla —. Il problema è che servono tre atleti, e probabilmente avremo solo Sanguinetti e Cacaci (quinto al Campaccio, ndr)". Dovessero saltare, l’appuntamento di lusso sarà la Cinque Mulini il 1° febbraio, seguita il 15 marzo dai campionati italiani individuali di cross. Anche lì Sanguinetti, che nel frattempo avrà compiuto 17 anni (il 25 gennaio), sarà l’Allievo da battere. Una piacevole abitudine per un ragazzo che un anno fa voleva fare il calciatore. E adesso è il perno nel futuro della mezzofondo italiana, che punta su di lui anche per i mondiali su pista di Bressanone nell’estate prossima.
Riccardo Fantini
Diciassettenne, frequenta il liceo scientifico Calboli. Valbonesi è già autore di tre film e in procinto di presentarne un quarto, ‘Love Link’