E' stato il giorno del debutto ufficiale del candidato sindaco davanti alla platea dei dirigenti Pd. Si paventa il rischio di astensionismo del popolo della sinistra, ma sembra esclusa ufficialmente l’ipotesi di una lista alternativa
Forlì, 9 gennaio 2009 - Deve ancora scoccare la scintilla tra Roberto Balzani, il candidato sindaco scelto dalle primarie del Pd, e l’apparato del suo partito. Lo si è visto nella riunione-fiume dell’assemblea comunale di giovedì sera, aggiornata a venerdì sera perché c’erano ancora oltre dieci persone iscritte a parlare alle undici e mezza. Alla Casa del lavoratore di Bussecchio era il giorno del debutto ufficiale di Balzani come candidato sindaco davanti alla platea dei dirigenti Pd, ma attorno a lui resta ancora il gelo.
”Balzani è il candidato di tutto il partito e le primarie sono state regolari”, è stato il ritornello di ogni intervento, a cui tuttavia è seguito ogni volta un immancabile 'però'. Così il capogruppo in Consiglio comunale Marco Errani: “E’ sbagliato ritenere la metà perdente del partito una roba vecchia; sento parlare di regolamenti di conti, ma un dibattito del genere ci porterà ad una lotta fratricida”. E continua: “Non sono disponibile a riconoscere a nessuno il monopolio dell’innovazione”, e lancia la sfida: “Il programma dovrà essere votato dal 90-100% di quest’assemblea”.
Molto dura l’assessore Liviana Zanetti (candidata non eletta al Senato alle ultime elezioni): “Ho ricevuto la visita di un parente delle vittime delle stragi naziste a Branzolino, mi ha detto che davanti a lui, alle primarie, ha votato sghignazzando un noto ‘fascistone’, l’ha chiamato così”. Anche lei è un fiume in piena: “Dobbiamo rispondere a queste persone, altrimenti il popolo della sinistra praticherà l’astensione”. E poi, attacca l’assessore: “Voglio chiedere a Balzani cosa significa che questa città deve uscire dalla politica di basso livello?”. Gessica Allegni, invece, ha messo in dubbio “l’opportunità o meno di far votare i non iscritti: Il voto di un iscritto può valere come quello di un esterno? Per me no”, critica.
Rischio di astensionismo e modifica delle regole delle primarie sono stati i temi più trattati dall’assemblea, mentre tutti ufficialmente hanno escluso l’ipotesi di lista alternativa del Pd. “Il voto alle primarie ci consegna un problema di identità nel nostro partito”, è stata l’opinione dell’assessore Loretta Bertozzi. Che ha aggiunto: “Sono contraria alla provincia unica, meglio il coordinamento di area vasta”. Forti dissensi della platea quando Giovanni Lauricella ha letto un passaggio di “varie e-mail che stanno girando”, spiega. ”Una dice: ‘ed ora facciamo piazza pulita dei dinosauri che hanno bloccato il nostro partito’. Non è il momento dell’epurazione”. Diversi gli interventi a favore di Balzani, il più accalorato è stato quello di Maria Teresa Vaccari: “La gente del Pd è stata coinvolta solo per i volantinaggi e il voto e niente altro, non è stata coinvolta neanche per la scelta dei candidati alle politiche”. L’intervento di Sara Samorì: “Per la lista dei candidati potremmo fare 20 scelti dall’assemblea e 20 dalla direzione e dal segretario per bilanciare le varie sensibilità interne”.
Da parte sua, nell’intervento iniziale, Roberto Balzani ha cercato di gettare acqua sul fuoco, ma senza retrocedere rispetto ai suoi propositi iniziali: “Ringrazio in particolare Nadia Masini per la sua presenza qui”, con relativo applauso della platea. ”Sono imbarazzato, sono un candidato molto sorpreso del risultato - ha esordito - non conosco molti di voi, ma girerò in tutti i circoli per conoscervi”. Quindi il nodo delle liste: “In città si dice che c’è una lista già pronta, è assurdo, tante persone di valore non le conosco ancora”. Ma un criterio se lo dà già, Balzani: “Scusate se sono brutale, ma non ho in mente organigrammi; prima penso funzionasse che alcune persone s’incontravano e sceglievano gli assessori”, dice. “Ho in mente uno schema molto più libero”, riprende, specificando subito dopo: “Non c’è differenza tra chi ha sostenuto Nadia e me, per me siete tutti uguali, non ho pregiudizi per nessuno”.
Balzani ha richiamato quindi “il rispetto per gli organismi e la classe dirigente del partito”, ma anche che “nei circoli c’è la nuova classe dirigente del Pd”. “L’obiettivo è il rinnovamento della politica, su questo si baserà il disegno della campagna elettorale futura, anche perché la destra il candidato lo sceglie tra sei persone, a seconda di come si sveglia uno la mattina”, spiega non facendo sconti a quanto aveva già affermato. Ed infine la promessa: “Do al massimo dieci anni della mia vita a questo progetto, poi ritornerò a casa mia, credo che la politica sia servizio”.
Corre da undici mesi ed è già in orbita azzurra. Il 16enne diamante dell'Edera ha stravinto il Campaccio, la gara di cross vetrina d’Europa e si prepara ad essere il mezzofondista da battere nei campionati italiani