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Tagli al fondo di produttività
"E' il decreto che lo impone"

Le nuove disposizioni ministeriali hanno escluso ingenti risorse dal fondo accessorio. Per il Comune di Forlì questo si traduce in 415mila euro in meno. L'amministrazione: "Sono norme inique volute dal Governo nazionale"

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Municipio di Forlì Forlì, 30 gennaio 2009 - Il Comune di Forlì si difende dagli attacchi del sindacato. E precisa che il fondo salario accessorio e produttività si è ridotto non per propria decisione, ma perché così dice la legge. E spiega le novità: a partire dal decreto Brunetta, che ha escluso dal fondo i risparmi derivanti dal part time, pari a circa 95 mila euro. Esclusi anche i risparmi derivanti da personale cessato che usufruiva della progressione economica orizzontale (peo) e che non possono essere inseriti nel fondo cumulativamente (cioè sommandosi a quelli degli anni precedenti). “Ciò - si legge in una nota - per il Comune di Forlì significa oltre 125mila euro in meno rispetto all’anno scorso e ai precedenti”. Non basta: vi è poi l’impossibilità di inserire altre risorse aggiuntive, pari a circa 190 mila euro.

 

La riduzione complessiva ammonta così, per queste sole voci principali, a circa 415mila euro rispetto al 2007.
L’Amministrazione, si difende ancora il Comune, “ha confermato tutte le voci discrezionali che era possibile confermare, inserendo nel fondo anche risorse aggiuntive consentite dal contratto dell’11 aprile 2008, per un importo complessivo di circa 185mila euro”. In tal modo la riduzione del fondo ammonta non più a 415mila euro, ma a 230mila. Il Comune di Forlì, poi, “sottolinea che tale questione non è esplosa come un fulmine a ciel sereno, ma è stata portata al tavolo sindacale sin dalla fine di luglio 2008, e ripresa poi negli incontri di settembre, ottobre, novembre e dicembre. La parte pubblica si è sempre trovata di fronte ad un atteggiamento intransigente con la richiesta di risorse che non solo non possono più essere inserite nel fondo a causa di nuove norme, ma che neppure sono disponibili”.
 

 

Per l’amministrazione, inoltre, “è scorretta l’affermazione sostenuta in sede di delegazione trattante, secondo la quale è iniquo tagliare il fondo del personale, e non tagliare quello dei dirigenti. Quest’ultimo non è stato tagliato semplicemente perché non vi sono mai state inserite risorse aggiuntive”. Si aggiunga poi che in cinque anni il numero dei dirigenti è calato di otto unità, “realizzando considerevoli risparmi per il bilancio dell’ente”. Altro fronte, quello del contratto integrativo decentrato. L’amministrazione “ha cercato sin dal 30 ottobre di arrivare ad un accordo che sostituisse le clausole divenute illegittime, dopo l’emanazione del decreto ‘Brunetta’, anche a seguito di sentenze della Corte dei Conti, prospettando da subito soluzioni alternative che non penalizzassero in alcun modo i dipendenti”.

 

Ma nell’incontro del 15 dicembre scorso, “sono state le stesse organizzazioni sindacali a dichiarare l’impossibilità di raggiungere un accordo” entro fine anno. Il che, prosegue la nota, ha messo il Comune “nella condizione di dover procedere unilateralmente alla disdetta di clausole divenute illegittime” .Quanto alla decorrenza, pur riservandosi una decisione definitiva, la parte pubblica “ha già dichiarato la propria disponibilità a verificare la possibilità di dare corso alla disdetta dal 1 gennaio 2009”. Infine i permessi retribuiti. I sindacati insistono sul fatto che recentemente non vengono più concessi ad ore, ma a giornata intera. Il mutamento è riconducibile sempre al decreto Brunetta e alle conseguenti circolari interpretative.

 

Dunque, “gran parte dei problemi derivano da norme inique volute dal Governo nazionale e assolutamente non condivise da questa Amministrazione e in generale dagli enti locali, sui quali invece si tende a scaricare gli effetti negativi”. Ciò nonostante, è la difesa finale, “la parte pubblica non ha mai considerato chiusa la trattativa, dichiarando la propria disponibilità a ricercare soluzioni legittime e compatibili con la situazione finanziaria dell’ente”. Prova ne sia il fatto “che è già stato convocato per il prossimo 6 febbraio un nuovo incontro delle delegazioni trattanti, al quale questa Amministrazione si augura si intenda partecipare con spirito costruttivo”.










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