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IL BILANCIO DELLA POLIZIA POSTALE

Superlavoro per i 'guardiani' del web

Promesse di facili guadagni, arrivano spesso via e-mail e sono molti quelli che abboccano. L'ispettore capo Marco Ianuale: "Le truffe non sono più quelle caserecce, ma vanno di pari passo con la tecnologia"

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Forlì, 16 febbraio 2009 - "Nessuno ti regala niente". Una frase che ripete in continuazione Marco Ianuale, ispettore capo della Polizia postale, cercando di far capire che, di fronte a promesse di facili guadagni, è bene diffidare. Soprattutto se questi miraggi arrivano via internet, magari con una e-mail all’apparenza innocua.

 

Il problema è che ancora in molti ci cascano. "È capitato — spiega — che qualcuno abbia ricevuto una e-mail da un paese straniero, il cui senso era: hai vinto il primo premio di una lotteria (da un milione di euro). Per riscuoterlo ce ne devi però mandare duemila". A sorprendere, prosegue "è la reazione del cittadino quando spieghiamo il meccanismo della truffa. Come prima cosa chiediamo se ha comprato il biglietto di questa lotteria. Ovviamente nessuno ricorda di averlo mai fatto". Questo è solo un esempio dei tanti raggiri sui quali indaga la Polizia postale, che nel 2008 ha denunciato 78 persone, impiegando complessivamente 266 pattuglie.

 

"Il lavoro — prosegue — è aumentato in maniera esponenziale. Qui in via Volta (a fianco della stazione ferroviaria, ndr) c’è la processione!". Le truffe infatti non sono più quelle un po’ caserecce del film ‘Il mattatore’ con Vittorio Gassman, ma vanno di pari passo con l’ evoluzione tecnologica. Occhio dunque al phishing, dove l’esca è chi riceve una e-mail (inviata da una banca fasulla) con la quale si comunica l’intenzione di premiare la fedeltà del cliente con un bonus di qualche centinaio di euro. L’importante è comunicare i propri dati personali (in primis quello di conto corrente) per poterlo intascare. "Mai farlo — ammonisce — perché poi il conto viene regolarmente svuotato. La gente deve imparare a proteggersi".

 

A cascare in questi tranelli "è l’utente medio, senza distinzioni di età". Ce ne sono anche di più sofisticati. È il caso del truffatore che, a fronte di un annuncio veritiero inserito su un sito di aste on-line (per vendere, per esempio, un’automobile), ne riproduce uno simile, magari abbassando il prezzo della merce. Risultato: il truffatore intasca i soldi della vendita fittizia, mentre il proprietario dell’auto si vede reclamare dall’acquirente gabbato la consegna l’auto. Come difendersi da questo delirio telematico, visto che la casistica è davvero ampia (dalla clonazione della carta di credito al virus via sms)? Un vademecum di base lo si trova su www.poliziadistato.it.

 

"Se poi — dice Ianuale — dovete comprare qualcosa on-line consiglio di spendere cifre decisamente contenute. O, se è possibile, di andare a vedere di persona l’oggetto della compravendita". Altrimenti si corre il rischio di finire come quel povero cittadino che una volta prenotò un appartamento per una vacanza, pagò, e arrivato sul posto trovò solamente un magazzino diroccato. Il consiglio, davanti al minimo dubbio, è quello di contattare immediatamente la Polizia postale allo 0543-373304 o di andare nei suoi uffici, in via Volta, di persona, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.

Luca Bertaccini










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