Il riconoscimento verrà consegnato in giugno. La tesi dello studioso francese si contrappone all'idea di sviluppo occidentale : "Si tratta dell’abbandono di una fede, quella dell’economia senza regole"
Forlimpopoli, 8 maggio 2009 - L’economista e sociologo francese Serge Latouche, teorico della 'decrescita serena', è il vincitore del Premio Artusi 2009, assegnato ogni anno dal Comune di Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi, a chi contribuisce, con il pensiero e con le opere, alla riflessione su cibo e dintorni. Dopo l’assegnazione del Premio 2008 a Wendell Berry, poeta e contadino americano, autore dello slogan "mangiare è un atto agricolo", il testimone passa al più conosciuto sostenitore del concetto di 'decrescita' contrapposto all’idea di 'sviluppo' del mondo occidentale.
Come sottolinea lo stesso Latouche, la decrescita non va intesa in senso negativo e rinunciatario: "Sarebbe più esatto parlare di a-crescita, così come si parla di ateismo, si tratta proprio dell’abbandono d’una fede, di una religione, quella dell’economia senza regole, del progresso e dello sviluppo sfrenato". Il Premio Artusi viene assegnato a Latouche in continuità con le riflessioni portate avanti nel corso delle precedenti edizioni della Festa Artusiana: la riduzione dei consumi superflui, la riscoperta della cucina di casa, la ricerca del vero in tavola, la proposta di corretti stili di vita rispettosi dell’ambiente, con meno merci viaggianti e più beni a filiera corta, il riciclo integrato dei rifiuti. Temi che saranno al centro anche della 13esima edizione della Festa, in programma a Forlimpopoli dal 20 al 28 giugno 2009.
Sono stati resi noti anche i Premi Marietta ad honorem, che da qualche anno vengono affiancati al Premio Artusi, riservati a chi, con modalità differenti, contribuisce alla diffusione della conoscenza della cucina domestica. I Premi Marietta ad honorem vengono assegnati a personaggi tra loro molto diversi: Tullio Gregory, autore di ponderosi saggi filosofici, e ad Alba e Desolina (detta Lina) Milandri, due arzille signore che gestiscono da più di 40 anni la trattoria Passatore di Salbagnone.
Tullio Gregory è noto per i suoi testi (generazioni di studenti si sono formate sul manuale di filosofia da lui curato insieme a Francesco Adorno e Valerio Verra) e per i meriti accademici. Ma Gregory è anche un gourmet raffinato ed esigente, che alla nouvelle vague della cucina preferisce i saperi dell’ars culinaria più tradizionali. Non a caso, qualche anno fa, per il Festival della Filosofia di Modena mise a punto una serie di ‘menù filosoficì imperniati sui più classici piatti emiliani. Tullio Gregory terrà a Casa Artusi il lunedì 22 una lezione sulla storia del gusto.
Del tutto diversa l’esperienza di Alba e Desolina (detta Lina) Milandri, rispettivamente di 81 e 85 anni, da sempre al timone della Trattoria Passatore, dove propongono piatti rigorosamente casalinghi, quelli insegnati loro dalla mamma Amedea: pasta tirata al matterello, carni arrosto cotte lentamente, involtini al sugo, dolci come la crema di mascarpone e i «baracuclin», la cui ricetta è arrivata nelle mani delle sorelle Milandri dalla casa dei Marchesi Paulucci di Calboli, proprietari di una grande villa a Selbagnone.
La Regione Emilia Romagna, nella persona dell’Assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, ha scelto la Festa Artusiana per consegnare un proprio riconoscimento al primo cuoco italiano inserito nella graduatoria mondiale della prestigiosa S. Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2009 al 13esimo posto. E' Massimo Bottura, grande artista e maestro di cucina, che valorizza con armonica creatività e tecniche innovative i prodotti di eccellenza del territorio. È la prima volta che un cuoco della Regione Emilia-Romagna raggiunge un traguardo così prestigioso. Ha recentemente fondato con altri colleghi una Associazione per valorizzare la gastronomia che si chiama 'Cheftochef emiliaromagnacuochi'.
(fonte Agi)
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