Tra le sorprese troviamo Guglielmo Russo, vicepresidente con deleghe a Welfare e sviluppo economico e Denis Merloni, neoassessore a Lavoro, formazione e crisi aziendali. Due le donne: Bruna Baravelli all'Istruzione e la riconfermata Luciana Garbuglia, che continuerà ad occuparsi di Ambiente
Forlì, 1° luglio 2009 - Ecco la nuova giunta provinciale di Forlì-Cesena, dopo l'ufficializzazione di ieri: accanto al presidente riconfermato dal voto Massimo Bulbi, dieci sono gli assessori, di cui quattro riconfermati e solo due donne. In totale otto sono gli assessori Pd, uno di Rifondazione Comunista e uno dell'Italia dei Valori.
Al presidente restano le deleghe per la Comunicazione e il patto per lo sviluppo. Tra gli assessorati 'pesanti' ci
sono quelli di Guglielmo Russo (Pd), responsabile del settore servizi e welfare della Legacoop provinciale, a cui
vanno la vice-presidenza, il Welfare e lo sviluppo economico; di Denis Merloni (Pd), che assomma su di sè la
responsabilità di Lavoro, formazione e crisi aziendali; di Maurizio Brunelli (Pd), dirigente in pensione del
Comune di Cesena, capogruppo nella passata legislatura, che avra competenza su Bilancio, patrimonio e
risorse umane.
Merloni, segretario regionale della Uil dal 1992, darà a breve le dimissioni dall'incarico nel sindacato. Tra gli
altri assessori vi sono le due donne Bruna Baravelli (Pd), presidente del consiglio provinciale uscente e
insegnante di liceo, che avrà la gestione dell'Istruzione e la riconfermata Luciana Garbuglia (Pd), che continuerà
ad occuparsi di Ambiente, ma non di Turismo. La delega del Turismo passa, infatti, a Iglis Bellavista
(Rifondazione Comunista), assessore uscente alla Cultura e allo sport, che mantiene le deleghe precedenti.
Niente di fatto invece per tre 'papabili' al toto giunta di questi ultimi giorni: l'ex assessore al Bilancio del Comune di Forlì Lodovico Buffadini, l'ex sindaco di Tredozio Pierluigi Versari e il presidente di Ervet Daniele Alni, per la seconda volta 'scaricato' dopo la prima del rimpasto del primo mandato di Bulbi.
L'opera di Giovanni Bellini è un omaggio al santasofiese Guelfo Zamboni, console a Salonicco nel '42, che salvò 350 ebrei