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MEDICINA

Il miracolo di Antimo Caiazza
Da 'vegetale' a imbianchino

Vittima di un incidente in moto, per i dottori il 38enne era spacciato. Poi si è risvegliato dal coma e, grazie alla fidanzata Kristina e alla riabilitazione al Morgagni-Pierantoni, fa progressi continui. Ora lavorare nel negozio 'Cani&Gatti Chic' di Forlimpopoli e sogna di tornare a fare l'imbianchino

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Antimo Caiazza Forlimpopoli, 1° luglio 2009 - Cosa è «scientificamente impossibile» quando la forza di volontà va oltre la ragione della medicina? Antimo Caiazza ha 38 anni e lavora insieme alla fidanzata Kristina al negozio ‘Cani&Gatti Chic’ di Forlimpopoli. Chi entra per comprare bocconcini e lettiere si trova davanti un ragazzo sorridente e gentile. Impossibile, questo sì, immaginare che dietro a quel viso espressivo ci sia un miracolo di forza e coraggio. Perché Antimo ha stracciato le previsioni dei medici: era più morto che vivo, si è salvato.
Poi doveva restare un vegetale, guardatelo adesso.
Allora la domanda iniziale cambia: cosa è umanamente possibile se non si smette di credere ai miracoli?

La storia, meglio l’incubo di Antimo comincia il 25 giugno 2003. Racconta: «Ero in viale Bologna in sella alla mia moto, quando un’auto proveniente in senso opposto ha girato improvvisamente a sinistra per entrare nel distributore, tagliandomi la strada e centrandomi in pieno». Viene portato in Rianimazione a Cesena. Il medico tenta di operarlo, ma dopo 20 minuti esce dalla sala e verbalizza la sentenza: «Non c’è più niente da fare, l’ematoma alla testa è troppo esteso». Antimo invece supera la notte. E’ in coma, ma dopo 20 giorni sta ancora lì. Vivo.

Tocca a Kristina avvolgere il nastro della memoria: «Mi dissero che avrebbero provato ad asportargli la parte del cervello lesionata». L’operazione va bene ma anche il secondo verdetto è spietato: «Resterà un vegetale tutta la vita». La scienza è implacabile. Solo che a due mesi dall’incidente gli occhi si aprono e Antimo chiede caffè e sigaretta. Chi lo ferma più?

Le tappe successive sono all’ospedale di Santarcangelo, poi a Forlimpopoli. «E’ stata una sfida continua, ha voluto dimostrare che ce la potevo fare». Dal 2004 Antimo comincia la riabilitazione al Day-Hospital di Medicina e Fisica riabilitativa di Forlì, ed è tutto un susseguirsi di progressi che lasciano a bocca aperta i medici. «Con le fisioterapiste si è instaurato un rapporto splendido, in particolare con Monica Ghirardelli e Ilenia Zampini che hanno sempre creduto in me». Avevano capito che Antimo era speciale. Non sapevano ancora che avrebbe ripreso la patente.

«Il mio sogno? Tornare a fare l’imbianchino». Qualcuno se la sente di dirgli che è impossibile?










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