Un amico che lo accompagnava ha allertato subito il 118 che, con l'elisoccorso, ha trasportato l'uomo al reparto di Cardiologia del Morgagni-Pierantoni dove il paziente è stato sottoposto ad angioplastica primaria
Forlì, 1° luglio 2009 - Poteva finire in disgrazia l’escursione di Ireneo Spemmi, un 72enne di Galeata colto da una gravissima forma di infarto mentre, la scorsa settimana, era alla ricerca di funghi nei boschi di Corniolo. Invece, grazie al servizio di angioplastica primaria del reparto di Cardiologia dell’Ausl di Forlì, garantito 24 ore su 24 in collaborazione con la Centrale operativa 118 Romagna, diretta dal dottor Alfio Gamberini, il
settanduenne di Galeata ora non solo sano e salvo, ma privo di rilevanti danni al cuore.
«E’ un fatto straordinario – racconta il direttore del reparto di Cardiologia dell'ospedale Morgagni-Pierantoni Marcello Galvani – di solito, quando l’arresto cardiaco si verifica in località così remote, il paziente non sopravvive, perché trascorre troppo tempo dal momento dell’arresto all’intervento dei sanitari». Non nel territorio forlivese, dove la sinergia fra l’unità cardiologica, inserita nel Dipartimento dell’Emergenza diretto dal dottor Alberto Vandelli, e il servizio 118 ha consentito di abbreviare al massimo l’intervallo fra diagnosi e riapertura della coronaria. «Fortunatamente – prosegue il dottor Galvani – il signor Ireneo era in compagnia di un amico, che ha prontamente allertato il servizio 118.
L’intervento dell’elisoccorso è stato immediato, e gli addetti, appena giunti, hanno rianimato il paziente, defebrillandolo poi più volte nel tragitto verso l’ospedale Morgagni-Pierantoni». Una volta arrivato al reparto di Cardiologia, il signor Ireneo è stato nuovamente colto da arresto cardiaco, ma ormai era in buone mani.
«Abbiamo sottoposto il paziente ad angioplastica primaria, vale a dire all’apertura, attraverso il palloncino,
dell’arteria chiusa responsabile dell’infarto – rivela il dottor Galvani – il signor Ireneo aveva il tratto iniziale
della coronaria sinistra ostruito: si tratta di una lesione che, nella maggior parte dei casi, rapidamente fatale e
che, sino a poco tempo fa, poteva essere affrontata solo dal cardiochirurgo. Ora, invece, il paziente è
completamente recuperato, e verrà dimesso fra pochi giorni. Anche il danno al cuore è davvero modesto,
specie se si considera che, in situazioni analoghe, il soggetto non sopravvive»
agi
L'opera di Giovanni Bellini è un omaggio al santasofiese Guelfo Zamboni, console a Salonicco nel '42, che salvò 350 ebrei