Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'azienda forlivese, capovolgendo il giudizio del Tar sull'impianto: ora l'azienda di Coriano può smaltire fino a 32mila tonnellate annue di rifiuti ospedalieri. Ha vinto anche l'appalto per raccogliere, trasferire e conferire gli scarti delle Ausl regionali
Forlì, 1° luglio 2009 - Tutto in regola, la ditta Mengozzi può smaltire fino a 32 mila tonnellate annue di rifiuti ospedalieri: circa un quinto di tutti quelli prodotti in Italia. L’ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato, che mette fine a una lunga battaglia legale e politica, iniziata nel 2003, quando l’azienda di Coriano ha chiesto il raddoppio della propria potenzialità annua. La Provincia diede l’autorizzazione, provvedimento che sollevò numerose proteste. Il Comune di Forlì fece ricorso al Tar, che nel 2007 l’accolse in parte. Comune contro Provincia, si disse. L’esito del confronto l’ha così risolto il Consiglio di Stato: «Le specifiche competenze demandate alle province in materia di sviluppo sostenibile appaiono senza dubbio prevalenti - si legge nel dispositivo - rispetto al più generale dovere di tutela ambientale svolto dai singoli enti locali».
Il Tar aveva poggiato la sua sentenza sul fatto che a Mengozzi era stato consentito un ampliamento solo fino a 28 mila tonnelate. Una valutazione erronea, a sentire il giudizio di secondo grado. Cadono ora gli impedimenti e l’azienda può cantare vittoria. Non solo ha ricevuto la visita dell’emiro saudita che pare prenderà a modello l’inceneritore di Coriano per costruirne uno simile in Arabia; ma l’ultima notizia è che Mengozzi (in consorzio temporaneo con altre tre imprese) ha vinto l’appalto per il servizio di raccolta, trasferimento e conferimento dei rifiuti da attività sanitarie di tutte le Ausl dell’Emilia-Romagna. L’importo di aggiudicazione è stato di 29 milioni di euro.
Fabio Gavelli
L'opera di Giovanni Bellini è un omaggio al santasofiese Guelfo Zamboni, console a Salonicco nel '42, che salvò 350 ebrei