Nominato il leghista Piero Fusconi ma il voto non è valido perché mancava il numero legale di votanti. La situazione potrebbe ripetersi all'infinito e, per risolverla si richiama anche chi è in ferie
Forlì, 1° luglio 2009 - E’ un pasticcio che in teoria potrebbe ripetersi all'infinito quello della prima circoscrizione del Comune di Forlì. La situazione di stallo, infatti, potrà risolversi solo a livello politico, se una delle tre parti in causa (centrosinistra, centrodestra e lista civica DestinAzione Forlì), tutte che reclamano la presidenza, deciderà di fare un passo indietro e consegnare la maggioranza alla parte opposta.
Una lettura attenta del regolamento del decentramento, infatti, non lascia spazio a soluzioni strettamente giuridiche, anche se il compito più gravoso spetterebbe al Pd, che per mantenere lo stallo sarebbe costretto ogni settimana ad abbandonare l’aula: un ostruzionismo non immaginabile. Oggi il centrodestra riconosce implicitamente la non validità del voto di lunedì sera, che ha incoronato a sorpresa il leghista Piero Fusconi presidente di circoscrizione: “Possono dire che non e’ una deliberazione valida, che è annullabile, ma non inesistente”, si schermisce Fusconi.
Per il Comune, invece, la questione è chiara: “Non ci sono dubbi sulla non validità del voto, mancando il numero legale”, dice Gabriella Cavina, il segretario verbalizzante della seduta. “Quando hanno voluto votare in dieci, ho avvertito che mancava il numero, ma hanno voluto proseguire e la mia professionalità m’impone di rimanere comunque a verbalizzare”, continua Cavina.
L’avvocato del Carroccio ammette che ora il tempo gioca a sfavore del centrodestra: “Non è una cosa che si risolverebbe in pochi giorni, bisognerebbe andare al Tar e paralizzare i lavori, senza certezza dell’esito finale”.
E di tempo, per Fusconi, non ce n’e’: entro il 12 luglio, infatti, dovrà decidere se optare tra la circoscrizione e il Consiglio comunale, dove lo attende il ruolo di capogruppo della Lega Nord: “Se faccio il presidente di circoscrizione posso rinunciare al seggio in Consiglio, altrimenti non sono interessato a fare solo il consigliere di circoscrizione”, dice Fusconi. Fusconi, per altro, è il secondo degli eletti del suo gruppo, con 242 preferenze, contro le 485 di Francesco Aprigliano, ex Alleanza Meridionale-Pdl, che a questa tornata si è ri-candidato con la Lega Nord. “Aprigliano ha condotto una campagna elettorale molto riservata e garbata, rimarrà nel nostro gruppo con disciplina e non farà il capogruppo”, rileva sempre Fusconi.
La questione della prima circoscrizione si dovrà risolvere politicamente entro il 7 luglio, quindi, la data per la quale sarà riconvocata l’assemblea. Se si arrivasse, come lunedì sera, alla paralisi del dieci voti contro dieci (da una parte 9 del Pd e uno dell’Idv, e dall’altra 7 del Pdl e 2 della Lega, a cui si è aggiunto il voto decisivo di DestinAzione Forlì), allora sarebbe comunque Fusconi il presidente eletto, in quanto il più anziano (tra l’altro con i suoi 74 anni è il più anziano di tutti i consiglieri e quindi il Pd non potrebbe schierare un altro candidato alternativo alla candidata in pectore Manuela Montanari, per riappropriarsi della maggioranza dell’ente decentrato). Ma prima della votazione finale, quella del cosiddetto 'ballottaggio', Pd e Idv potrebbero ricorrere allo stratagemma dell’uscire dall’aula e quindi far mancare il numero legale di 11 consiglieri presenti, come lunedì sera.
Una situazione che potrebbe, appunto, ripetersi all’infinito, dato che tutti e tre i gruppi politici hanno tecnicamente il potere di bloccare i lavori. Ma a risolvere il braccio di ferro potrebbero essere le ferie estive: proprio per non concedere la prima circoscrizione all’avversario lunedì sono stati 'richiamati' dalle ferie in Sardegna e in Salento due consiglieri, uno di centro-sinistra e uno di centro-destra, e il problema potrebbe aggravarsi man mano che si va verso il cuore dell’estate.
Nessun presidente eletto, intanto, neanche alla seconda circoscrizione: era la prima votazione e per l’uscita dall’aula del centrodestra è mancata il numero legale di 14 consiglieri (necessario solo al primo voto), che ha impedito a Giulio Marabini del Pd, di salire alla presidenza dell’ente. L’8 luglio non ci dovrebbero essere sorprese: in Consiglio ci sono 12 consiglieri di centrosinistra e 8 di centrodestra. Per ora solo la terza circoscrizione è riuscita a nominare il presidente: si tratta di Jennifer Ruffilli, 25 anni, del Pd.
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