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SANTA SOFIA

Come una volta... E' nata 'Tirli'
Un'azienda agricola legata alla tradizione

A fondarla è stato Paolo Marianini, 42 anni, diplomato in Agraria ed ex operaio all'Agrofertil di Macallè: «Con questo progetto voglio offrire prodotti semplici e genuini con un modello di economia rurale»

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SFOGLINE Santa Sofia, 4 luglio 2009 - Nuovi produttori agricoli crescono a Santa Sofia. Paolo Marianini è nato in campagna e l’agricoltura l’ha avuta sempre nel sangue seguendo le orme del padre Flavio il contadino - poeta del popolo di Pietrapazza scomparso poco tempo fa. Ora il figlio (dopo una lunga esperienza lavorativa all’Agrofertil di Macallè) ha deciso di fare il grande salto e ha dato vita all’azienda agricola ‘Tirli’.

Un bel podere sulle colline che fanno da corona a Santa Sofia, con l’assenso di tutta la famiglia. Paolo, 42 anni un diploma di agraria, ha le idee chiare: «Con questo progetto voglio offrire prodotti semplici e genuini perseguendo un modello di economia rurale che nel dare diverse opportunità a chi lavora in campagna persegua anche il mantenimento delle tradizioni e il presidio del territorio».

Un'agricoltura che mixi la tradizione e l’innovazione e, con questo spirito, Paolo ha cominciato a produrre, dopo una lunga fase di preparazione, il pane come lo facevano sua nonna e sua mamma, con farine ottenute da grani coltivati in azienda secondo i canoni dell’agricoltura biologica partendo dal lievito madre ‘il formento’ nel suo modernissimo e a norma laboratorio dei Tirli.

«La molitura — precisa Paolo — avviene presso un molino tradizionale e certificato e circa il 35% viene macinato a pietra conferendo al pane quei profumi e una qualità organolettica uniche».
In effetti le circa 60 pagnotte che sforna quotidianamente vanno letteralmente a ruba nei ristoranti, nei negozi e nelle famiglie del paese, le richieste aumentano ma Paolo prima vuole migliorarsi e capire fino a che punto può allargarsi.

«Io non uso lieviti di birra o compressi, ma esclusivamente un lievito madre di pasta acida coltivata con sistematici rinfreschi.  La cottura — conclude Paolo — effettuata in forno a legna, scaldato con legname vergine del nostro Appennino (carpino, roverella e frassino) avviene dopo una lunga lievitazione e dona al pane una singolare fragranza, conferendo ad esso la possibilità di potere essere consumato anche dopo diversi giorni».

Prossima tappa del progetto di Paolo — che è stato invitato alla Festa Artusiana e ora vuole prendere una piazzola nel farmer’s market di piazza Dante, a Forlì — sarà quella di allevare animali da cortile come polli, conigli e capretti sempre per la vendita diretta.

di Oscar Bandini










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