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IL LUTTO

Addio alla partigiana Olga Guerra
Salvò la vita a Luciano Lama

E' scomparsa a 82 anni all'Hospice di Forlimpopoli. Faceva la 'staffetta' dei partigiani. Il sindaco Balzani la ricorda come "una donna tenace, appassionata e civicamente attiva"

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Olga Guerra con Roberto Balzani Forlì, 7 luglio 2009 - Era nata a Pieve di Rivoschio il 14 luglio del 1926, è scomparsa alla soglia degli 83 anni all'Hospice di Forlimpopoli. 

Cresciuta in una famiglia numerosa proprietaria del sale e tabacchi della frazione del Comune di Sarsina, Olga nel 1943, in piena guerra, cominciò a collaborare con i partigiani facendo la 'staffetta'. Emblematico l'episodio che la vide accompagnare il futuro segretario della Cgil Luciano Lama, ammalato, da Pieve di Rivoschio a Cesena dove fu curato dagli alleati.

Dopo la guerra, Olga si sposò con Ilario Tabarri, comandante dell'8a brigata Garibaldi, da cui ebbe la figlia Bruna. Dagli anni '60 fu la compgna di Andrea Gualdi, anche lui partigiano, assessore forlivese negli anni '70. Da sempre nel direttivo dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) e nell'Udi (Unione donne italiane), lavorò in Provincia.

Il sindaco Roberto Balzani, che aveva avuto modo di conoscere Olga Guerra durante le celebrazioni dello scorso 25 aprile, la ricorda Olga Guerra come "una donna tenace, appassionata e civicamente attiva. E' un simbolo della Forlì risorta dalla ceneri del fascismo e della guerra. La sua lucida memoria, conservata fino all’ultimo intatta e dispensata con generosità alle giovani generazioni, ha rappresentato una risorsa straordinaria per la nostra città".

Il sindaco Balzani continua il suo ricordo affermando di aver potuto "apprezzare l’integrità e la potenza della sua formidabile 'macchina del ricordo', grazie alla quale i mesi intensi della lotta partigiana, i desideri e le paure di una generazione di giovani, sono tornarti vivi e presenti ai forlivesi contemporanei, al di fuori delle letture più tradizionali e paludate. A noi, ora, spetta il compito di non disperdere l’eredità di questa memoria, perché la tradizione della città – che è anche tradizione di passione e di lotta per la libertà – resti viva nei cittadini di domani".










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Forestale a cavallo
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