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LA POLEMICA / VELINE 'ACCHIAPPA MATRICOLE'

La testimonial dell'ateneo
"Ma io difendo quella pubblicità"

Il rettore: "Via i manifesti per le sedi romagnole". Margherita Tassinari, la bionda studentessa che nel manifesto rappresenta Rimini, dice: "Ma quali veline? Per favore, non tolga i manifesti dai muri"

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MARGHERITA TASSINARI Bologna, 11 luglio 2009. Una vita per ora divisa fra cubi, luci, musica delle discoteche e studi di biologia. Per il futuro si vedrà.

 La bionda delle «Fantastiche 4» con la scritta Rimini stampata sul petto, al secolo Margherita Tassinari, 24 anni e sorriso più che aggressivo, difende il manifesto, di cui è parte integrante, che pubblicizza le sedi romagnole dell’Alma Mater di Bologna apparso sui muri in questi giorni facendo saltare sulla sedia il rettore Pier Ugo Calzolari e di seguito anche il professor Giorgio Cantelli Forti, preside del Polo riminese. Sono lenzuoli di 6 metri per 3 con le super bellezze che sovrastano lo slogan «Le fantastiche 4, il massimo dei tuoi studi universitari». Sulle magliette incollate alla pelle scritte da supergirls: Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini.
 

Si arrabbia se la chiamano velina universitaria?
«No, perché velina non è un termine offensivo e perché sono una studentessa».
 

Qual è la sua carta di identità?
«Ho 24 anni, abito a Castello d’Argile, in provincia di Bologna, e sono iscritta al secondo anno fuori corso di biologia».
 

Voti?
«Media del 25, ma nel curriculum c’è anche qualche 30 e lode».
 

Che c’entra lei con il poster?
«Per pagarmi gli studi, la macchina e qualche capriccio lavoro come tanti studenti. E così faccio la ballerina, la cubista nelle discoteche e la fotomodella. La mia agenzia mi ha chiesto di posare per la foto. Tutto qui».
 

Quando ha cominciato?
«A 17 anni facevo la cameriera. Un conoscente mi chiese se volevo ballare e così debuttai come baby cubista a Bologna e Ferrara».
 

Papà e mamma che fanno?
«Lui ha un officina, lei è casalinga. Sono fieri di me».
 

Commenti dopo le polemiche?
«Ho ricevuto molta solidarietà. E mia nonna, che ha 85 anni, mi ha detto: l’avrei fatto anch’io».
 

Che farà da grande?
«Appena mi laureo smetto di ballare, vorrei fare la ricercatrice sulle staminali».
 

Fidanzata?
«Sì, e anche il mio ragazzo fa il fotomodello e nello stesso tempo è iscritto all’università».
 

Cosa pensa della presa di distanza dell’ateneo dal poster?
«Un errore. E’ una buona idea, un messaggio per pensare positivo».
 

Ora è nato un bel polverone.
«Il solito bigottismo all’italiana. Nulla di male se quattro ragazze, tre delle quali studentesse, fanno da testimonial all’ateneo in Romagna come eroine che sfidano il mondo. E’ anche un modo per sottolineare l’importanza delle donne nel mondo universitario».
 

Vuol lanciare un messaggio al rettore?
«Per favore, non tolga il manifesto dai muri. Sarebbe un peccato».
 

Non si sente in colpa a fra passare le studentesse come veline?
«Sono orgogliosa di rappresentare la mia università. Il termine velina viene associato agli scandali del mondo della notte. Ma gli scandali sono ovunque».
 

Un suo idolo?
«Mara Carfagna. Ha partecipato alle finali di Miss Italia nel 1997 e oggi è un ministro affermato che ammiro».

di BEPPE BONI










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