"Viva la centrale biogas
di Sogliano al Rubicone"
Alcuni alunni della classe 3a C della scuola media di Meldola hanno intervistato Daniela, la guida incaricata dai responsabili dell'impianto di illustrare lo sviluppo dello stabilimento
Forlì, 28 gennaio 2010 - Giovedì 19 novembre la nostra classe si è recata, nell’ambito delle attività legate al risparmio energetico, a Sogliano per una visita alla centrale biogas. Dopo un viaggio di circa due ore siamo giunti nell’area della discarica. La centrale è costituita da una successione di calanchi ai margini di un territorio che all’epoca della costruzione era privo di vocazioni economiche di rilievo. Le caratteristiche geologiche hanno pertanto costituito un fattore determinante per la scelta del sito perché hanno fornito garanzie di isolamento della discarica dall’ambiente circostante.
L’impianto venne avviato nel dicembre del 1990 con la realizzazione e sviluppo del sito denominato Ginestreto 1 e successivamente di Ginestreto 2 che garantirà lo smaltimento dei rifiuti per almeno 15 anni. La discarica è un luogo in cui vengono trasportati rifiuti come vetro, plastica, metallo e organico. Vi sono inoltre rifiuti assimilati agli urbani; scarti di giardini o urbani e prodotti provenienti dai residui delle coltivazioni che sono inviati alla discarica per la depurazione. In questa centrale, grazie a dei generatori, il biogas (contenente per il 50% metano) si può trasformare in metano al 100%. Altra peculiarità della centrale è quella di effettuare una differenziazione dei rifiuti prima di inviarli alla discarica. Questo procedimento permette di risparmiare energia e nel caso della carta anche ossigeno.
Dopo aver osservato con attenzione le varie fasi del procedimento abbiamo potuto rivolgere alcune domande a Daniela, la guida incaricata dai responsabili dell’impianto di illustrare lo sviluppo dello stabilimento.
Che cos’è la centrale a biogas di Sogliano?
«E’ la discarica a minore impatto ambientale in Italia, situata al confine tra la provincia di Forlì – Cesena e di Rimini»
Che cos’è una discarica?
«E’ il luogo dove vengono portati i rifiuti, che possono essere di varie tipologie: rifiuti assimilati dalle industrie o urbani. La cosa più importante di una discarica è la sua progettazione».
Dove si costruisce una discarica?
«Per non inquinare il terreno con il percolato, liquido che scaturisce dai rifiuti, si costruisce una discarica in zone impermeabili. Di solito le colline vengono scavate a gradoni e ricoperte con teli di plastica polietilene spessi 2 millimetri. Successivamente vengono messi i rifiuti e il terreno fino alla chiusura della discarica. Queste discariche sono situate lontano dalle città per preservarli dai biogas maleodoranti ma allo stesso tempo in luoghi facili da raggiungere dai camion e vengono assolutamente recintate per impedire l’accesso agli animali».
Quante discariche si trovano nel sito di Sogliano?
«Sono due: Ginestreto1 che è stata riempita e grazie al biogas produrrà energia per altri trent’anni. Infatti, tramite l’estrazione del biogas, il processo di degradazione del rifiuto accelera e di conseguenza allunga la vita della discarica. Il biogas è un derivato dalla trasformazione ad opera dei batteri, che decompongono i rifiuti, producendo metano per circa il 50% più di altri gas combustibili. L’altra discarica è Ginestreto2 che potrà contenere fino a 2 milioni e mezzo di rifiuti. Si spera che duri il più possibile grazie a una raccolta differenziata sempre maggiore ed eseguita correttamente».
Il rifiuto come viene riciclato? A chi conviene?
«I rifiuti vengono portati a Sogliano da industrie della zona che guadagnano di più perché il loro rifiuto viene pagato, la stessa cosa succede nelle nostre abitazioni se noi facciamo una buona raccolta differenziata, pagheremo di meno il rifiuti. Il rifiuto secco e polveroso viene messo su un nastro trasportatore, che arriva dentro una stanza di smistamento dove personale con mascherine lo seleziona ulteriormente (selezione manuale). Questi rifiuti di un solo tipo, puliti e di determinate pezzature vengono compattati in cubi, portati in fabbriche dove saranno resi riutilizzabili. Il ferro, invece, viene raccolto per mezzo di un magnete. Il sovvallo è formato dagli oggetti non riciclabili che andranno a finire nella discarica. Sempre all’interno della centrale troveremo appesi al soffitto dei tubi, dai quali fuoriesce dell’acqua che fa abbassare la polvere dei rifiuti».
Quanta energia può dare questa centrale?
«Può riuscire a dare energia elettrica a più di 80.000 persone e in più produce 230 MegaWatt dal calore prodotto dai bruciatori e che altrimenti verrebbero persi nell’atmosfera (cogenerazione)».
Quante persone lavorano in questa discarica?
«Ci lavorano circa una trentina di persone».
Come si chiama il terreno con cui vengono ricoperti i rifiuti?
«Si chiama biosterilizzato, perché è un terreno particolare».
Davide Dibiase, Ludovico Gardini, Luca Nardi, Francesco Neri, Anna Paneggi (3a C scuola media di Meldola)

