Energia, a Durazzanino
si progetta un biodigestore
L'impianto in cui si smaltiranno prodotti agricoli per la produzione di energia elettrica dovrebbe sorgere nella frazione che diversi anni fa fu indicata per ospitare un discusso progetto di centrale elettrica a metano
Forlì, 8 marzo 2010 - Durazzanino, la frazione forlivese che diversi anni fa divenne l’area indicata per un discusso progetto di centrale elettrica a metano, torna ad essere protagonista di un nuova iniziativa: un impianto di biodigestione di prodotti agricoli, finalizzato alla produzione di energia elettrica.
“Come già accaduto in altre occasioni, i progetti di costruzione di questi impianti vengono depositati presso gli enti competenti, vengono avviate, poi, le procedure di richiesta di autorizzazioni e i proponenti regolarmente si “dimenticano” di informare e, magari, coinvolgere i cittadini dei territori limitrofi”, dice polemicamente Michela Nanni, presidente del ClanDestino.
Per questo l’associazione ecologista ClanDestino ha in programma per domani sera alle 21, al circolo Arci di Durazzanino, un’assemblea pubblica per informare la cittadinanza. Sono stati invitati in qualità di ospiti relatori il proponente Roberto Guardigli, accompagnato dal progettista Federico Gavagnin, che illustreranno l’impianto di biodigestione. Interverranno anche il sindaco di Forlì Roberto Balzani e l’assessore all’Ambiente Alberto Bellini.
Nanni anticipa un giudizio: “Da anni, il ClanDestino sostiene che le centrali a biomasse e i biodigestori non rappresentino la salvezza per l’agricoltura e non risolvano il problema energetico, soprattutto se il materiale per alimentarle viene coltivato al solo scopo di produrre energia, anzichè derrate alimentari: queste tipologie di impianti possono avere una sostenibilità e una utilità solo qualora utilizzino materiali di scarto da altre lavorazioni situate in loco”.










