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Scritte deliranti sulla tomba di Mussolini

Il caso

Linea dura del sindaco: "Basta pagliacciate. Vale anche per i comizi di padre Tam"

 

di Quinto Cappelli

Predappio, scritte infamanti sulla tomba di Mussolini (Foto Quinto Cappelli)
Predappio, scritte infamanti sulla tomba di Mussolini (Foto Quinto Cappelli)
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Forlì, 28 novembre 2011 - «QUANDO sono arrivato alle 8 del mattino per aprire la tomba di Benito Mussolini, ho trovato le porte di entrata e uscita tutte imbrattate di tempera bianca, che colava a terra e arrivava fino alle finestre sovrastanti, mentre sui muri della facciata campeggiavano le scritte in spray nero. Allora ho avvertito i carabinieri che sono venuti subito sul posto». A raccontare è Vittorio Mughini, custode della tomba dei Mussolini nel cimitero di San Cassiano di Predappio, presa di mira durante la notte fra sabato e domenica da vandali (guarda le foto), che hanno imbrattato di vernice porte e finestre, lasciando anche sul muro e sui gradini tre scritte: «Fascismo e clero complici corrotti», «L’unico fascista buono è quello morto» e «Fascisti assassini a morte».
 

CARABINIERI e agenti della Digos, giunti sul posto in borghese, stanno conducendo le indagini. Le ipotesi più accreditate attribuiscono gli atti vandalici a estremisti di sinistra, anarchici o ‘giovani balordi’. Pierluigi Pompignoli, del negozio di gadget mussoliniani Predappio Tricolore, avanza un’ipotesi: «Secondo me hanno voluto fare un dispetto al Comune che sabato ha inaugurato nella casa natale di Mussolini la mostra sul Novecento». E Domenico Morosini, patron di Villa Carpena, rivela: «I caratteri delle scritte assomigliano molto a quelle trovate un mese fa sulla tomba di Donna Rachele e passate sotto silenzio». Da fonti investigative trapela che quella volta sarebbe stata rinvenuta anche una «a» cerchiata. Per tutta la mattinata sono accorsi sul posto autorità locali, fra cui gli assessori comunali Francesco Billi e Livio Vetricini, parenti dei Mussolini, curiosi, visitatori e diversi volontari, che hanno aiutato i custodi della tomba e del cimitero a ripulire imbrattamenti e scritte (coperte poi dalle bandiere tricolori), con acqua, sapone, spugne, scope e spinelli.
 

IL SINDACO Giorgio Frassineti, Pd, annuncia: «Installeremo le telecamere all’ingresso del cimitero. Ci stavo pensando da tempo, me ne occuperò subito». Oggi stesso, aggiunge. Si confessa «sorpreso e addolorato per quello che è successo. Questa turpe azione di vigliacchi è frutto di ignoranza, pregiudizio e isolamento. E’ triste vedere che dei deficienti abbiano profanato il nostro cimitero, ci riposano tutti i predappiesi. Non permetteremo altre profanazioni. Vale anche per le pagliacciate, slogan e comizi politici». Sta dicendo che vieterà le manifestazioni di padre Tam? Pensoso: «Vedrò quel che posso fare. Di sicuro, il cimitero non è luogo di urla e dichiarazioni razziste. Adesso basta».
 

RACCONTA Bruno Biondi, custode del cimitero da 10 anni: «Fuori da qui avevano imbrattato e scritto altre volte». La condanna della ‘vile azione’ è arrivata da autorità e cittadini di tutte le tendenze politiche. Aggiunge Edgardo Cimatti di Predappio, 89 anni, che nel 1941 fece la guardia d’onore alla salma del figlio del duce, Bruno: «È una grande vergogna imbrattare la tomba di uno che ha fatto tanto bene non solo a Predappio, ma all’Italia intera. Sono vigliacchi che sanno solo offendere i morti e le buone idee dei vivi».
 

ATTONITI e amareggiati anche molti dei numerosi visitatori domenicali della tomba. Commenta Claudio Bottaluscio, impiegato 25enne di Ancona, in visita con la fidanzata studentessa universitaria: «Se dopo 70 anni dalla morte di Mussolini succedono ancora queste brutte cose, come faremo a riappacificare l’Italia?». E un giovane meccanico di Parma aggiunge: «Chi fa queste cose, anche se avesse ragione, passa dalla parte del torto. Quindi se abbiamo idee diverse, parliamone».
 

SECONDO i custodi della tomba e del cimitero, i vandali sarebbero entrati scavalcando un cancello laterale, vicino alla chiesa della pieve, che è alto circa due metri.  

di QUINTO CAPPELLI

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