MI SONO INNAMORATA della Val Bidente. Boschi e silenzio. Ho percorso la via del pane e delle botteghe di una volta. Poi sono salita su in vetta, fino al passo della Calla. Devo dirvi che mi sono sentita subito a casa, sarà per l’accento che via via diventa più toscaneggiante. Guardando quel paesaggio incantato, domenica mattina, ho pensato di chiedervi le vostre fotografie più belle dell’inverno. Raccontateci le giornate di galaverna, i volti intirizziti delle persone, la solidarietà. «Istantanee dal grande freddo»: è questo il titolo che abbiamo scelto per il nostro concorso fotografico (dettagli a pagina 9).
Le temperature sotto zero ci fanno pensare a molte cose insieme. Intanto resta l’allarme siccità. Poi: le strade sono più pericolose, sì. Ma il freddo scalda anche la solidarietà. Continuo a conoscere preti straordinari. Ieri mattina ho ascoltato don Sergio Sala, parroco di Ravaldino. Omelia funebre per Maria Assunta Borghetti, la mamma del nostro caro collega Fabio Gavelli. Parole pronunciate con l’affetto di un amico. «In casa la chiamavano Susy, che vuol dire un mondo», l’ha ricordata. Una gemma: «Quando muore un genitore bisogna dire grazie perché ci ha dato la felicità». Dopo mi sono guardata intorno, le bacheche sono affollate di annunci. I corsi per ragazzi, la raccolta di carrozzine, gli incontri per gli anziani. Quel prete ha costruito una comunità pulsante, viva. Come don Enrico Casadio, nuovo abate di San Mercuriale. Devi vederlo la sera, dopo la messa, sulla porta a stringere la mano a tutti, chiamando ciascuno per nome. Che grande politico!
di RITA BARTOLOMEI