Giuro, ero già pronta a dare 10 al sindaco Roberto Balzani, stavolta sì. Bella la mossa degli spalatori volontari. Bella la mossa degli spalatori disoccupati. Non solo. La sera dei treni disastrati il prof è lì sui binari della stazione a prendere gli insulti dei passeggeri e scrive giustamente su Facebook: «Qualcuno deve pur esserci a rappresentare le istituzioni. O vogliamo sempre scaricare i compiti sgradevoli sulla Polizia, sui Carabinieri, sulla municipale? Metterci la faccia significa anche questo, credo». Ha ragione. Applausi. Poi, però... Arrivano le dieci di sera e in redazione è un sussulto di telefonate. Rabbiose. Il farmacista. Il professionista. Il camionista. Una rivolta. Del sale. Anzi, per il sale che non c’è. Testimonianza numero dieci: «Alla cava c’è ghiaccio dappertutto — è disperato un residente —. Ho chiamato Dedalo, il numero verde. Mi hanno risposto che passeranno con il sale sì, ma solo su rotonde e incroci. Ho chiesto. e come mai? Risposta: è la direttiva del Comune. Ma si può?».
Quindi nella pagella della neve una ‘distrazione’ simile è da zero. Lo stesso che meritano le ferrovie, c’è bisogno di dirlo? Fra l’altro: leggete il pezzo di Maurizio Burnacci, qui accanto. Sono passati due giorni e ancora non si capisce nulla delle sette ore di blackout a Villa Selva. Chi doveva fare cosa, chi ha fatto e chi avrebbe dovuto fare. Le versioni sono contrastanti, sarebbe bene fare chiarezza. Non vorrei abusare dello zero spaccato, però. Allora subito dopo do dieci a Giovanni Battista Fasciano che sulle prime ti sembra un po’ così ma invece qando parla ti conquista. E’ un sognatore lucido. Presidente dell’associazione Pari diritti. Ieri si è mosso prima ancora del Comune per arruolare spalatori volontari. Li ha cercati tra i disoccupati. Tra gli immigrati che trovano accoglienza alla Caritas. Per nulla piacione. Infatti dice: «Ho chiesto anche agli stranieri, quelli che trovano sempre un pasto caldo. E’ arrivato il momento di restituire qualcosa». Ci piace moltissimo quest’idea, ci pare molto molto politica. E’ un grande riconoscimento. Il diritto di cittadinanza, l’integrazione passano dai doveri, non solo dai diritti. Con buona pace di certe ideologie.
E meritano senz’altro dieci vigili del fuoco e forze di polizia, onnipresenti in questi giorni. Impegno davvero ammirevole e generoso, straordinario come gli ottanta centimetri di neve. Da applauso i forlivesi che si sono presentati in Comune puntuali alla chiamata, ieri pomeriggio, per dare una mano. Scout, preti, padri di famiglia, tanti ragazzi. Ottanta persone, un successo. Per il centro. Il problema è il contorno. Un disastro. Un altro zero spaccato.
Le strade di periferia sono tutta un cratere di ghiaccio. Racconti da brivido da chi esce dall’autostrada e vuol arrivare in città. Così qualcuno, dialogando con il sindaco su Facebook, ha invocato l’esercito. Altri gli hanno fatto notare: encomiabile pulire piazza Saffi ma viale dell’Appennino e viale Risorgimento ha idea di come stanno? Fra parentesi: sono strade fondamentali anche per l’accesso all’ospedale. Già il Morgagni è collegato come Dio vuole. Neanche un bus. A proposito, leggetevi la lista del trasporto pubblico bloccato.
Con tutta questa premessa, è spontanea la domanda di un cittadino su Facebook: «Mi chiedo se al terzo anno consecutivo di disastrosa gestione dell’emergenza neve non sia il caso di rivedere l’appalto del servizio! Anche perchè è proprio sulla gestione di queste situazioni che la cittadinanza misura le capacità dei propri amministratori...».
Diamo senz’altro 8 alla giovane donna che scrive a Balzani, senza essere fan di una parte o dell’altra: «A me piacerebbe vedere scritto è stata una nevicata eccezionale... l’avevamo sottovalutata...ci dispiace.... cercheremo di rimediare. Tutto qui». Chiudiamo con un sette d’incoraggiamento per Silvano Allegretti, il dirigente del Verde pubblico che dopo la rotta degli alberi si è deciso: mille pini da sostituire. Era ora.
di Rita Bartolomei