I soldati sono intervenuti anche sul Colle. Il sindaco Zaccarelli: «Qui è un inferno»
Forlì, 5 febbraio 2012 - STRADE che non portano a nulla. Strade che sulla strade dei vini danno neve. Quintali. Metri di neve. Bertinoro respira a fatica. Anzi, non respira. La neve la opprime. Stessa cosa Meldola. Stesso scenario a Civitella. Tre inferni, tre inverni che non muoiono; tre inverni in cui le emergenze si moltiplicano.
A BERTINORO sbarca l’esercito. Dal mattino di ieri sei uomini del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile Trieste si arrampicano sulle stradine del Colle. L’imperativo è ripulire. Ma soprattutto la priorità è trovare un posto dove depositare la valanga di neve precipitata dal cielo in questi sei interminabili giorni da tregenda (in certi punti il primo piano delle abitazioni è completamente nascosto). Alla fine viene individuata via Allende. Ecco, lì va a finire la neve. E allora si comincia a spalare. Quintali e quintali di cappa nevosa vengono smaltiti in poche ore. I militari affiancano i volontari, compresi i dipendenti pubblici. Per Bertinoro è l’ennesima giornata da incubo. Da giovedì non c’è stato un attimo di tregua.
«Siamo sempre qui, operativi. Adesso la situazione — assicura il sindaco Nevio Zaccarelli — è nettamente migliorata. non ci sono più frazioni e paesi isolati. È un ottimo risultato».
GIOVEDÌ notte due trattori in via Dei Sodi si sono incagliati nella palude di neve, nel tentativo di raggiungere una famiglia rimasta isolata. Un mantello da paura alto anche due metri gli ha tagliato la strada. Uno dei trattori s’è rovesciato. Nessuno s’è fatto male. È dovuto allora arrivare un terzo mezzo. La famiglia alla fine è stata portata in salvo. Per due giorni si sono moltiplicati gli interventi nelle zone più cretiche, tra Collinello e Polenta. Diversi gli anziani bisognosi di medicine raggiunti dai mezzi della Protezione civile. Una donna dializzata è stata raggiunta a fatica, giusto in tempo. «Ma intanto la strada che raggiunge Forlimpopoli è sporchissima: non si poteva pulire meglio... Qui siamo bloccati... scarseggiano anche i generi alimentari... E io non posso andare a lavorare...»: la voce della protesta dei cittadini si moltiplica. Ma il sindaco non fa una piega: «Ci vorrebbe un po’ di pazienza, questa non è una normale nevicata. Questo è un inferno. E ripeto: data l’emergenza, le cose stanno andando bene».
NEL POMERIGGIO i sei dell’esercito da Bertinoro si spostano a Meldola. Dove il centro storico continua ad essere sommerso di ciarpame bianco. La neve strozza strade e vie. I militari moltiplicano gli sforzi.
Come a Civitella. Dove un altro gruppo di sei militari dell’esercito sono saliti fin lassù per mettere in salvo circa 200 capi di bestiame intrappolati in circa cinque capannoni dell’allevamento Castellaro. I tetti non reggono il peso. Gli animali rischiano di restare intrappolati. Di morire schiacciati. Alla fine la neve sui tetti viene spalata solo parzialmente. L’operazione non riesce fino alla fine. Poco prima del tramonto l’intervento viene bloccato. La neve continua a cadere. Questa mattina si prevede l’arrivo di una squadra di uomini dell’aeronatica di Forlì, per cercare di completare l’operazione.
«A CIVITELLA l’emergenza è soprattutto nelle frazioni di Giaggiolo e Cigno — rimarca il sindaco Pierangelo Bergamaschi —. Ma almeno le famiglie sono state raggiunte con ciaspole e sci. Abbiamo portato viveri e medicine, anche grazie all’aiuto del soccorso alpino. Gli anziani sono stati rifocillati e messi in sicurezza. è stato fatto un grande lavoro da parte di tutti». Ma l’emergenza non si placa. Le prossime ore non promettono nulla di buono. Migliaia di persone sono col fiato sospeso. Perché la neve non si placa. E il gelo incombe. Con temperature che — dicono gli esperti — in montagna precipiteranno fino a meno 15. Un inferno nell’inferno.