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Temperature in picchiata e raffiche di vento a 70 chilometri orari

Emergenza maltempo

Il meteorologo: «In città caduti 110 centimentri, superato il record del ’29»

Neve a Forlì (Foto Fantini)
Neve a Forlì (Foto Fantini)

Forlì, 7 febbraio 2012 - DUE GIORNI di tregua bianca, ma oggi si attende di nuovo la neve. «Possono caderne altri 20-30 centimetri nel Forlivese, ancora una volta la Romagna è la zona più colpita in regione perché la perturbazione proviene da sud-est», dice Sandro Nanni, meteorologo di Arpa Emilia-Romagna, di cui dirige il centro funzionale idro-geologico.

E DOPO un altro breve periodo senza fiocchi, fra domani e giovedì, il fine settimana potrebbe riportare altro cattivo tempo. Aria siberiana, folate che arrivano dalle glaciali pianure dell’Europa centro-orientale. Si parla di raffiche di bora a 60-70 chilometri all’ora.
E temperature da brividi, anche se inferiori a quelle registrate nel Piacentino, dove la colonnina di mercurio si è adagiata persino a 18 tacche sotto lo zero.

RECORD di neve. I calcoli di Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com, indicano 110 centrimetri a Forlì, peggio ancora dei 90 cm caduti nell’ormai leggendario 1929. In alcune località di montagna gli accumuli hanno raggiounto i 2 metri d’altezza.

PRECIPITAZIONI da guinness, ma anche il freddo non scherza. Il termometro posizionato alla stazione meteo dell’aeroporto Ridolfi, non è mai salita sopra i 2,8 gradi, alle 15, mentre è scesa a 7,1 sotto zero alle 6 di mattina.
Soprattutto la massima è stata molto bassa, ma nei prossimi giorni la colonnina potrebbe scivolare ancora più giù. Secondo le previsioni del sito www.ilmeteo.it, giovedì in città potremmo trovarci a meno 11.

CHI APPLICA le sue conoscenze scientifiche alle osservazioni meteorologiche, lo spiega così: «La depressione da sud-est si sposta lungo l’asse adriatico e vede la Romagna molto esposta, soprattutto le zone di pianura e di prima collina sono state ricoperte di neve — dice Nanni — . Fra venerdì e domenica ci aspettiamo un ulteriore afflusso di aria molto fredda, associata a nuove nevicate. Ma dire con esattezza quanto e dove, non è ancora possibile».

I DISAGI, la fatica e le incertezze negli spostamenti, i problemi di viabilità, i malanni di stagione: la pazienza di molte persone sta vacillando, quando ormai è una settimana dall’inizio della grande nevicata.
E la domanda che tutti si pongono è: quanto durerà? «Difficile dirlo. La prossima settimana potrebbe esserci una modifica della circolazione, non più da est, ma ovest e questo dovrebbe favorire l’uscita da questa ondata di maltempo. Ma solo nei prossimi giorni si potrà capirne di più», conclude Nanni.

L’ARIA è gelata, ma in compenso è meno inquinata. Da quando i primi fiocchi sono comparsi nell’aria, la concentrazione di polveri fini si è ridotta. DA VALORI superiori a 60-70 microgrammi per metro cubo, da qualche giorno il Pm 10 domenica è rimasto attorno ai 30 (nelle centraline di viale Roma e Parco Resistenza).
Un risultato dovuto sia alle precipitazioni nevose che al minor numero di veicoli che circola sulle strade.
 

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