Gelo o neve? "Tutti e due. Il periodo più grave potrebbe essere da venerdì a domenica"
di Maurizio Burnacci
Forlì, 8 febbraio 2012 - DAVVERO siamo al Big Bang del meteo, con questa prima grande neve del Millennio?
«Beh sì. Io non la ricordo una roba del genere. Mia mamma dice che nel ’29 è stato peggio. Però insomma questa, storicamente e scientificamente, è qualcosa di epocale».
Demetrio Egidi, direttore dell’Agenzia protezione civile Emilia-Romagna, (foto) a una settimana dall’emergenza, datevi un voto per come avete affrontato questo inferno.
«Niente voti. Dico per certo che abbiamo dato dimostrazione di essere una struttura organica che agisce in modo integrato. Abbiamo dovuto affrontare un allarme che ha interessato un territorio disomogeneo abitato da circa 900mila persone. E direi che fino adesso l’abbiamo fatto con ottimi risultati».
Avete fatto i miracoli: ma siamo fuori dal tunnel o ci siamo ancora terribilmente dentro?
«Non so se abbiamo fatto i miracoli. Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. Però in quel tunnel ci siamo ancora dentro, eccome. Non facciamo l’errore di abbassare la guardia adesso».
Anche perché adesso arriva il grande gelo. O no? Non è che son cambiate le previsioni?
«No. Tutto confermato: adesso arriva il gelo. Le difficoltà persistono. L’emergenza durerà ancora almeno una settimana».
Gelo o neve?
«Tutti e due. Il periodo più grave potrebbe essere da venerdì a domenica».
Però ormai siete pronti per affrontare ogni qualsiasi emergenza.
«Il sistema integrato operativo che abbiamo messo insieme da sei anni sta dando ottimi frutti. Ogni anno diamo dalle 70 alle 90 allerta meteo. Siamo sempre sul territorio. Come adesso: in questo istante in tre province abbiamo 4mila interventi. Però dobbiamo agire col principio della selettività. Perché ciò che conta sono le risposte che diamo all’emergenza».
Ma non sarebbe meglio semplificare un po’ la struttura. Le spiego: non sarebbe meglio, per dire, che la Regione acquistasse una base di attrezzeria antineve da distribuire poi all’occorrenza nei vari territori locali?
«Assolutamente no. Sarebbe un modo troppo dispendioso e dispersivo. In termini di soldi e di risorse umane».
Ci faccia un esempio, per farci capire.
«In questo momento abbiamo in giro dei mezzi arrivati dalla provincia di Trento che costano 4 milioni. Per non parlare dei mezzi dei vigili del fuoco, che costano il doppio».
Quindi in tutto quali sono i costi?
«Impossibile fare i conti adesso».
E una stima dei danni, c’è già?
«No. Anzi, quelli arriveranno più avanti. Strade danneggiate, tubature corrose, case ed edifici duramente provati. Per questo è stato chiesto lo stato di emergenza regionale».
Ecco: a proposito, non è che poi cresceranno ancora le accise regionali sui carburanti?
«Guardi, il presidente Errani è stato chiaro: non ci sarà nessun aumento sotto questo profilo».
A che punto state coi finanziamenti?
«Soldi dice? Ma lo sa che noi dal 2008, grazie a un decreto del governo, non abbiamo più un centesimo da Roma? Come budget siamo fermi ai 140 milioni di quattro anni fa».
E come fate?
«Beh per dire adesso la Regione ha stanziato 2 milioni».
E come li spenderete?
«È chiaro che ancora questi soldi nello specifico non ci sono in cassa. Però coi fondi a disposizione abbiamo acquistato 12 minifrese antineve che distribuiremo alle province di Forlì-Cesena e Rimini».
Ok, e il sale?
«L’abbiamo preso. Abbiamo acquistato 180 tonnellate di cloruro di magnesio, che è più efficace del sale normale per il gelo e costa 300 euro alla tonnellata. Verrà distribuito nelle province romagnole, che le gireranno ai Comuni, a seconda delle esigenze».
A proposito di sale: a Forlì le strade ancora molto sporche. Non era meglio distribuirlo prima?
«È stato fatto. Direi nel complesso i sindaci si sono comportati in modo esemplare. A volte invece sono i cittadini che chiedono cose impossibili. Faccio l’ennesimo appello: dateci una mano».
di MAURIZIO BURNACCI