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Miracolo sulla Cervese: un abisso tra Forlì e Ravenna

Di là tutto libero, di qua la spalata con giorni di ritardo

Il nostro viaggio sulla provinciale. Ieri vari stop forzati per far lavorare gli spazzaneve

 

di Luca Bertaccini

Forlì, via Cervese (SE Poligrafici|FANTINI)
Forlì, via Cervese (SE Poligrafici|FANTINI)

Forlì, 9 febbraio 2012 - Un’ora — al netto di inversioni, e brevi soste per scattare le fotografie — per percorrere il tratto forlivese della Cervese, la strada di competenza provinciale che va da via Costanzo II, fino al confine con Ravenna. Parliamo di una strada lunga 24 km; di questi 10,7 sono sotto l’egida dell’ente guidato da Massimo Bulbi. Ieri la polizia provinciale aveva disposto una serie di stop forzati al traffico per dare modo agli addetti di pulire la strada. La prima curiosità, già emersa su Facebook (a commentarla sarcasticamente anche il segretario provinciale della Lega Nord Jacopo Morrone), è che, nel momento in cui si entra nel territorio ravennate, la strada diventa pulita d’incanto.

Di fatto la neve, o quello che ne resta, sparisce già circa 150 metri prima del cartello che segna il confine tra Forlì e Ravenna (direzione verso la città bizantina). Un passo indietro. Il nostro viaggio comincia a Bagnolo (alle 15.38), a passo d’uomo, procedendo ai 30 chilometri orari. Si procede tranquilli fino a Carpinello, dove troviamo un paio di automobili ferme e un agente della polizia municipale. Sono le 15.43. «Ci vogliono 5 minuti per aprire la strada», spiega il poliziotto a un automobilista.

Nemmeno il tempo di spegnere il motore — il ‘fermo’ è all’altezza di via Bianco da Durazzo — che l’agente invita a girare a sinistra, in via dei Carradori. Una breve deviazione (la strada, interna alla frazione, non è pulitissima ma con le gomme da neve non ci sono eccessive difficoltà) ci porta, tenendo le scuole sulla destra, alla rotonda tra la Cervese e via Brasini. Torniamo sulla strada principale e qui l’asfalto è tutt’altro che pulito. Si procede lentamente (nei momenti di coraggio ingraniamo la terza; il limite è dei 70 chilometri orari). Siamo nell’area di Pievequinta. Prosegue, con tutte le cautele del caso — nessun automobilista azzarda sorpassi o altre manovre — il nostro viaggio.

Arriviamo a Caserma e le cose non cambiano. La strada è ancora sporca. Incontriamo di nuovo la polizia provinciale, all’incrocio con via Erbosa. A Casemurate la situazione è a macchia di leopardo. Il primo tratto è pulito, il secondo no. Avvistiamo il confine e, circa 150 metri prima del cartello, l’asfalto diventa pulito. Arrivati alla parte di Casemurate di competenza col territorio di Ravenna facciamo inversione. Altro problema, perché dopo un paio di chilometri la polizia provinciale — per consentire la pulizia della strada — devia il traffico verso Sant’Andrea. I tempi si dilatano e torniamo all’imbocco della Cervese dopo circa 70 minuti.

Ieri inoltre, proprio per agevolare il ritorno della strada alle condizioni di normalità, la Provincia di Ravenna, su richiesta di quella di Forlì-Cesena, ha emesso un’ordinanza provvisoria di divieto di transito in entrambi i sensi di marcia ai veicoli di massa complessiva, a pieno carico, superire a 3,5 tonnellate, tra il confine con il nostro territorio e l’innesto con via Bagnolo.

di LUCA BERTACCINI

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