I giudici di Bologna devono decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali del 55ene immobiliarista di Bertinoro arrestato l'11 giugno scorso per frode fiscale, appropriazione indebita ed estorsione
di Maurizio Burnacci
Forlì, 23 luglio - La lunga estate calda di Pierino avrà una sua giornata della verità. E sarà, con tutta probabilità, giovedì prossimo, il 26. Quando cioè i giudici del Tribunale della Libertà di Bologna firmeranno il decreto relativo alla richiesta di scarcerazione di Pierino Isoldi, il 55enne ex re del mattone arrestato l'11 giugno scorso con l'accusa di frode fiscale, appropriazione indebita ed estorsione (per la procura di Forlì Isoldi avrebbe depauperato le casse della sua società immobiliare, dirottando oltre 13milioni di euro verso il suo portafogli personale, per poter terminare il cantiere della sua villa di 4mila metri quadri).
Giovedì prossimo scadono i termini previsti dalla legge di dieci giorni dalla richiesta di scarcerazione, avanzata al Riesame lunedì 16. Secondo diverse fonti investigative, i giudici bolognesi potrebbero arrivare alla loro decisione proprio nell'ultimo giorno utile. E questo dà l'idea della complessità della materia. Venerdì scorso l'udienza di Riesame ha toccato attimi di estrema tensione. Gli avvocati della difesa, Ciro Pellegrino, del foro di Roma, e Filippo Poggi, di Forlì, nella loro lunga e dettagliata relazione hanno spiegato come Isoldi abbia già più volte chiarito la sua posizione alla procura.
E soprattutto, per i legali della difesa, non c'è più nessun motivo di tenere Pierino dietro le sbarre per un semplice motivo: la sua società ha nominato nuovi amministratori e adesso Isoldi è fuori dai giochi. Opposta la visione della procura di Forlì, rappresentata 'in trasferta' a Bologna dai pm Fabio Di Vizio e Marco Forte. «Isoldi non solo ci ha raccontato versioni non riscontrate né riscontrabili nella realtà, ma può ancora pesantemente alterare le prove dell'inchiesta».
A quel punto i pm hanno prodotto ai giudici un paio di foto sequestrate la sera prima in un'agenzia investigativa di Forlì: Isoldi spiava un suo ex dipendente che incontrava anche agenti della Guardia di Finanza che stavano già indagando sul caso. «Non è vero, sono innocente, la procura s'è accanita contro di me!» è stata la furiosa replica dello stesso Isoldi, presente in aula. Previsioni? Tutti si astengono dai pronostici. Ma se Pierino resta in cella (o va ai domiciliari con regime rigido), a causa del reato di estorsione - il più grave - rischia di starci anche per un anno. Se invece esce, gli scenari sono assai liquidi. Nessuno - visto che ha ancora il 94% delle quote della 'Isoldi spa' - impedisce a Pierino di chiedere l'annullamento delle nuove cariche amministrative, tornando così in sella alla sua società. A quel punto la contromossa della procura di Forlì potrebbe essere quella di chiedere il sequestro delle quote. Una guerra infinita, in questa lunga estate calda.
di Maurizio Burnacci