Così in una nota diffusa dalla Lega nazionale per la difesa del cane, sezione locale. La difesa dell'Amministrazione
Forlì, 26 luglio 2012 - Il Comune di Forlì rifiuta di ospitare 20 piccoli Beagle provenienti da Green Hill, il famigerato allevamento bresciano dove i cani venivano usati per la sperimentazione. In una nota diffusa dalla Lega nazionale per la difesa del cane- sezione di Forlì, si accusa l’amministrazione di non voler ospitare i cani nel rifugio “La Pioppa”, gestito dalla stessa associazione: “L’Ausl risponderà che non siamo idonei dal punto di vista sanitario, ma non regge più”.
L’autorizzazione per i cagnolini era stata chiesta lo scorso 23 luglio, invano: “Il rifugio era già pronto per l’accoglienza dei 20 beagle, disinfettato, pulito e protetto per dare loro il migliore dei benvenuti. La Croce Rossa di Forlì aveva messo a disposizione il suo mezzo cinofilo per il trasferimento”. Si rammarica ancora l’associazione: “Mentre tutti i Comuni d’Italia stanno spalancando le porte dei loro migliori rifugi per accogliere i Beagle di Green-Hill e la popolazione esulta per la loro liberazione, Forlì le spranga”.
Il Comune, però, non ci sta e in una nota replica: “La posizione dell’amministrazione è stata assunta in seguito al parere del direttore del servizio veterinario dell’Ausl di Forlì, il quale ha fatto rilevare non già l’inidoneità del rifugio, ma la necessità, per quei cuccioli, in considerazione della loro storia, di una collocazione presso famiglie e non presso strutture. Cio’ detto, in primo luogo, nell’interesse dei piccoli cani. Ogni accusa, a questo punto, pare pretestuosa e del tutto fuori luogo. L’amministrazione- conclude il Comune- lo segnala ai cittadini, perchè speculare sui cani, così come sui morti, non è cosa degna”.
Fonte Dire