Il Riesame nega anche i domiciliari: «Può reiterare i reati». L’immobiliarista rischia altri mesi di custodia cautelare. Difesa in Cassazione?
di Rita Bartolomei
Forlì, 27 luglio 2012 -«OCCULTO MANOVRATORE» dalle «capacità persuasive». «Mente criminale». «Uomo assolutamente pervicace nel perseguimento dei suoi scopi» (...), «in grado di reiterare comportamenti criminosi, quasi che «si senta avulso da ogni regola sociale», nella «certezza dell’impunità».
COSÌ Pierino Isoldi per il tribunale della Libertà. Per questo l’immobiliarista resta in carcere. Rischia altri lunghi mesi di custodia cautelare alla Rocca. Molto dipenderà dalla chiusura delle indagini. Difficile ipotizzare una scadenza, in questo momento. La decisione del Riesame è arrivata ieri, nell’ultimo giorno utile per rispondere all’appello presentato dagli avvocati difensori.
L’IMMOBILIARISTA — arrestato l’11 giugno per frode fiscale, estorsione e appropriazione indebita — non ha convinto i giudici. Non è bastato il suo sfogo in aula, venerdì scorso, «sono innocente, vittima della Procura». Il tribunale ha dato torto ai pm Marco Forte e Fabio di Vizio sull’estorsione, l’accusa più grave; ha accolto in pieno l’impianto accusatorio dell’associazione a delinquere.
NELL’ORDINANZA i giudici hanno riconosciuto soprattutto il pericolo di reiterazione dei reati «di natura fiscale e associativi». La prospettiva per il detenuto in attesa di giudizio è molto pesante. Quale strategia sceglieranno ora i suoi legali? Imboccheranno la strada della Cassazione? Ancora: è da mettere in conto un nuovo interrogatorio di Pierino che potrebbe rivoluzionare tutto un’altra volta? E magari svelare quei livelli superiori dell’inchiesta ipotizzati dalla procura diretta da Sergio Sottani.
NEMMENO il passo indietro di Isoldi dalle sue società e la nomina di un nuovo consiglio d’amministrazione lascia tranquilli i giudici bolognesi. Che non si sentono di escludere un’influenza di Pierino sul cda, «date le capacità persuasive, di occulto manovratore, di mistificazione da esso già dimostrate nel corso degli anni in cui sono stati commessi i reati oggi contestati e da ultimo nel procedimento per calunnia».
L’ATTENZIONE dei giudici si sposta poi sull’avveniristica vigna di Bertinoro. «In capo al ricorrente — scrivono — non vi sono solo le cariche amministrative che egli ha dismesso di recente, in quanto egli risulta contitolare della Campodelsole srl, insieme alla moglie e al figlio Gabriele».
INSOMMA Pierino risulta «l’amministratore di fatto» della società e per il Riesame «potrebbe operare all’interno con ulteriori comportamenti illeciti sia di natura fiscale che appropriativa». Per la cronaca: Isoldi è accusato di aver distratto tredici milioni dalle società per il cantiere infinito del villone a Bertinoro, reggia oggi sotto sequestro.
QUESTA «certezza di impunità» e «non accettazione di leggi codificate» per i giudici «sembra poi che abbia caratterizzato l’Isoldi (se si perverrà a sua condanna definitiva) anche nell’ambito dei rapporti privati».
IL RIFERIMENTO è alla condanna in primo grado a 10 anni. Il tribunale di Ravenna «gli attribuisce la condotta di aggressione violenta, con l’uso di cloroformio e travisato, nell’atrio di casa, ai danni di una donna a lui legata da anni, incinta di un bambino la cui paternità era stata da poco accertata in capo all’Isoldi, al fine di provocare l’aborto della stessa». Si aspetta l’esito dell’Appello. L’incrocio di storie giudiziarie pare decisamente ad alto rischio.
di RITA BARTOLOMEI