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Fiumi in secca, stop ai prelievi: nei campi manca l'acqua

La lunga estate calda

Si può passeggiare su Rabbi e Montone, scatta l’emergenza. Ma Ridracoli ancora resiste
 

A spasso sul fiume in secca (Frasca)
A spasso sul fiume in secca (Frasca)

Forlì, 4 agosto 2012 - «LA PORTATA dei nostri fiumi è ben al di sotto del deflusso minimo vitale. Il Montone a Castrocaro è addirittura alla metà, con una portata di circa 125 litri al secondo». Fausto Pardolesi, coordinatore dell’assetto idraulico del Servizio tecnico di bacino Romagna, è reduce da un sopralluogo ai nostri corsi d’acqua, ‘stressati’ dalla siccità. Per toccare con mano la penuria d’acqua basta percorrere la passerella del guado Paradiso, poco fuori il parco urbano. Sul letto del fiume, appena a valle della confluenza fra Rabbi e Montone, si può camminare senza correre il rischio di bagnarsi i piedi. E’ la secca. Nei pezzi di pianura dei nostri fiumi i pesci boccheggiano, privi di ossigeno e già si segnalano alcune morìe.

LE NEVI di febbraio e le piogge primaverili ormai sono un ricordo lontano. La diga di Ridracoli è ancora dotata di 22,4 milioni di metri cubi d’acqua, in sostanza è piena per i due terzi perché si vuole preservare il bacino e l’emissione dell’acqua procede a ritmi blandi. Ma i fiumi sono magri, al punto che lunedì scorso il Servizio tecnico di bacino ha emesso un’ordinanza che vieta qualunque tipo di prelievo per scongiurare che si aggravi la crisi idrica. Dunque stop agli attingimenti da tutti corsi d’acqua romagnoli, che proseguirà fin quando il provvedimento non sarà revocato. Anche per l’agricoltura sono guai.

IL MONITORAGGIO dei fiumi viene fatto di solito tutti i martedì, in punti prestabiliti, dove sono posizionate le stazioni idrometriche. Cà Luzia di Meldola per il Bidente-Ronco, Castrocaro per il Montone, mentre a San Lorenzo in Noceto si ‘saggia’ il Rabbi. «Almeno la qualità dell’acqua non è pessima, secondo i nostri rilevamenti, ma non bisogna abbassare la guardia — continua Pardolesi — . Se, come pare, la siccità dovesse continuare, anche questo parametro è destinato a peggiorare, visto che l’acqua ristagna e si surriscalda. Nei prossimi giorni riprenderemo i controlli per verificare che il divieto di prelievo sia rispettato».
Fabio Gavelli

E INTANTO SI STANNO esaurendo i nomi tratti dalla mitologia greca per battezzare le vampate di calore, ma la sostanza resta. L’afa continua a farla da padrona, soprattutto nella pianura, che non beneficia della brezza marittima e della relativa frescura delle colline. Ieri in città la stazione meteo dell’aeroporto Ridolfi ha registrato il picco di calore fra le 14,30 e le 16: 35 gradi. Ennesima impennata d’agosto, inaugurata dai 32 gradi di mercoledì e dai 33 di giovedì. La Protezione Civile ha diramato un’allerta.
 

Le previsioni per il weekend non si scostano dall’andamento recente e in generale dalla tendenza che si è affermata già dalla metà di giugno: fra oggi e lunedì in città le massime dovrebbero toccare i 36-37 gradi, mentre le minime, poco prima dell’alba permetteranno un breve refrigerio, essendo stimate fra i 21 e i 22°.
Allargando l’orizzonte ai primi giorni della prossima settimana, non si notano variazioni significative. Regge l’alta pressione e le temperature elevate, con l’aggravio della pesante umidità che caratterizza le zone della pianura padana.
 

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