Il consigliere regionale Alessandrini contro il Comune: «Arroganza e cinismo»
di Luca Bertaccini
Forlì, 10 agosto 2012 - Il caso Sapro spacca il Pd. Il match è tra due pesi massimi dei democratici, il sindaco Roberto Balzani e il consigliere regionale Tiziano Alessandrini, ex presidente della Camera di Commercio ed ex direttore di Cna provinciale. Oggetto del contendere è la società nata per urbanizzare i terreni in provincia, dichiarata fallita dalla magistratura. Nel suo sito internet Alessandrini (il documento è consultabile su www.tizianoalessandrini.it) ieri ha scritto di aver provato «un sincero dolore leggere sui giornali parole come ‘ha fatto bene il nostro sindaco ad annunciare la costituzione di parte civile del Comune di Forlì’».
PAROLE scritte (e pubblicate anche dal nostro giornale) dall’assessore Maria Maltoni, ex compagna di lavoro (in Cna) di Alessandrini e altro rappresentante di punta del Pd. Negli amministratori il consigliere regionale vede «il cinismo e l’arroganza del potere, e mi chiedo se siano così sicuri che sarebbero riusciti a fare meglio. Da come è stata gestita la vicenda Sapro, a partire dall’estate 2009, ne dubito molto. Infatti l’enorme errore dei principali azionisti, a cui bisognerebbe chiedere conto, è stato quello di aver lasciato fallire la società».
IL SINDACO Balzani, sulla sua pagina Facebook, rispetto a «cinismo» e «arroganza del potere» e al fatto che Alessandrini «si chiede se poi siamo sicuri che saremmo riusciti a far meglio» scrive che, rispetto a «quest’ultima frase non so proprio cosa rispondere, visto che l’allora presidente (Vittorio Croci, che ieri non siamo riusciti a contattare, ndr) in carica di Sapro evitò d’informare il socio forlivese del fatto evidentemente trascurabile che vi era un’inchiesta della Procura in corso fino al momento in cui il pm Santangelo avanzò formalmente la richiesta di fallimento. A distanza di quasi NOVE MESI (maiuscolo, ndr) dalla mia nomina a sindaco! Decisamente, ‘cinismo’ e ‘arroganza del potere’ sono da cercare altrove. Non vi pare?».
di Luca Bertaccini