Una signora di Meldola è stata sorpresa nel sonno da un bandito a volto scoperto. La donna ha gridato mettendo in fuga il malvivente. Bottino: mille euro di gioielli
di Luca Bertaccini
Forlì, 17 agosto 2012 - AFFERRATA per i capelli da un rapinatore mentre dormiva nel suo letto e minacciata di non gridare. È successo a una donna residente a Meldola in via Aldo Moro nella notte tra martedì e mercoledì. Erano circa le 2.40 quando un uomo è entrato nell'abitazione dove la signora, una cinquantenne, stava dormendo da sola. Insieme al malvivente c'erano altri due complici: uno è restato in strada a bordo di un'automobile, il secondo è rimasto invece all'esterno dell'abitazione. A entrare nella casa di via Aldo Moro - la donna, in camera da letto al secondo piano, aveva lasciato le finestre aperte - un solo uomo, a volto scoperto. Questi indossava una lampada frontale simile a quelle che utilizzano i minatori. Il rapinatore è presumibilmente salito al secondo piano utilizzando la grondaia, tanto è vero che alcune sue impronte sono state trovate sul muro.
Una volta all'interno dell'abitazione come prima cosa ha cominciato a buttare all'esterno in maniera casuale le borse che trovava. Questo per dare modo al secondo complice di accelerare le operazioni, cominciando a cercare se nelle sacche c'era qualcosa di valore da rubare. Lo 'scalatore' è poi entrato nella camera da letto dove si trovava la donna che, accortasi della sua presenza, ha cominciato a gridare. È stato a questo punto che il rapinatore l'ha afferrata per i capelli intimandole di non urlare. Ordine che la donna non ha rispettato, gridando a più non posso, riuscendo in questo modo a svegliare i vicini.
IL FATTO di sentirsi improvvisamente alle strette ha costretto i malviventi a darsi precipitosamente alla fuga prima dell'arrivo dei carabinieri di Meldola. I malviventi sono comunque riusciti a rubare preziosi (una collanina e alcuni anelli) per un valore di circa 1.000 euro, oltre a 100 euro in contanti. I gioielli si trovavano nel cassetto del comodino a fianco del letto. Un episodio che ha preoccupato diversi cittadini, a cominciare dal sindaco Gian Luca Zattini. «La verità è che qui servono leggi più dure. Polizia e carabinieri sono molto rapidi a intervenire ma mancano gli strumenti giuridici». Il fenomeno, continua il primo cittadino nel suo ragionamento, «sta diventando endemico. Non c'è più salvezza per nessuno e non vogliamo arrivare al punto di armarci o comunque di trovare altre strade». Verso questo genere di criminali - non è chiaro se i protagonisti dell'episodio dell'altra sera siano italiani o stranieri - Zattini non mostra alcuna comprensione. «Tutti badano a Caino, nessuno ad Abele. Ecco, cominciamo a dire 'nessuno tocchi Abele'. Ho amici talmente esasperati dai ladri che quest'estate hanno rinunciato alle ferie. Chi ci governa deve cambiare le leggi».
Luca Bertaccini