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Lo show del consigliere che imita Cetto La Qualunque

Aprigliano: "Spessatamente e affettivamente vaff..."

Francesco Aprigliano, veleni sulla Lega e l'aeroporto. E conclude con la citazione 'colta'

 

di Luca Bertaccini

Antonio Albanese è Cetto La Qualunque in 'Qualunquemente'
Antonio Albanese è Cetto La Qualunque in 'Qualunquemente'

Forlì, 31 gennaio 2012 - SI CONCLUDE con un bel ‘vaff....’ il rapporto politico tra Francesco Aprigliano e la Lega Nord. Ieri, in consiglio comunale, è andato in scena l’ultimo atto. Aprigliano, uomo capace di collezionare 488 preferenze all’ultima tornata elettorale, inizialmente non avrebbe voluto candidarsi. «Poi — disse — mi chiamò l’onorevole Gianluca Pini». Che ora è diventato, insieme agli altri big del Carroccio, il suo nemico principale. Aprigliano, prima retrocesso da capogruppo a semplice consigliere, nei giorni scorsi è stato espulso dal partito per «indegnità».

DECISIONE che lo ha spinto a migrare nel gruppo misto. Ieri, in apertura dei lavori, Aprigliano ha ufficializzato la sua richiesta al presidente del consiglio comunale Paolo Ragazzini, che ha criticato l’intervento in assenza di contraddittorio. Per capire a che punto sono arrivati i rapporti tra Aprigliano e gli altri leghisti bisogna partire dalla fine del suo intervento: «Chiudo, presidente, con una frase di Cetto La Qualunque... Spessatamente e affettivamente vaff....». Le prime parole già lasciavano presagire che Aprigliano non se ne sarebbe andato alla democristiana. «Già espulso? Meno male! Temevo la fucilazione del terrone (il consigliere è originario di Rossano Calabro, ndr) in piazza Saffi a opera di un plotone di camicie verdi comandante dal piccolo dittatore di turno». Il rapporto con Pini si è andato, diciamo così, sfilacciando nel tempo. «Egli è, così come afferma, il padrone assoluto della Lega forlivese e romagnola. I cittadini e gli elettori sono informati. Che a nessuno venga in mente il contrario o di contrarialo. La pena è immediata. Il tutto, a norma di statuto. La democrazia è servita. Fate largo, sta passando Napoleone».

IL PARLAMENTARE ha già minacciato querela. Un’azione «che mi fa sorridere. Si accomodi pure. Sarò ben felice di spiegare nelle sedi competenti gli interessi e gli intrecci sulla vicenda aeroportuale forlivese. Dalla prima cordata all’ultima giuro di non avvalermi dell’immunità parlamentare». Aprigliano ricorda che fino a ora non ha ricevuto «notifiche» della sua espulsione. Questo in un quadro nel quale c’è stato «l’assoluto silenzio, sempre per comodo, per interessi e per paura, di quel che dovrebbe essere un segretario provinciale di partito (Jacopo Morrone, ndr). Meglio svignarsela. Non si sa mai che si comprometta la sua elezione da qualche parte o si comprometta la possibilità di qualche incarico romano. E come possiamo definire tale atteggiamento se non vergognoso e vigliacco?». C’è n’è anche per l’ex parlamentare Corrado Metri: «Uno dei lacchè e dei fantasmi che ritornano come qualcuno a Castrocaro, che si appresta a fare una campagna elettorale basata sull’autovelox dalla comoda posizione di chi incassa il vitalizio nonostante sia rimasto a Montecitorio solo per il tempo necessario di maleodorare l’aula». Così Pini: «Di certa gente è bene che si occupi la procura, visto che i manicomi sono chiusi».

 

di LUCA BERTACCINI

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