San Domenico, l’arte attira visitatori
di Sara Colangeli
Forlì, 29 gennaio 2012 - Il primo giorno della mostra registra subito l’entusiasmo dei visitatori. «L’ho già visitata ieri in anteprima, ma oggi sono tornato a rivederla. E’ davvero una mostra di alto profilo, come tutte le altre organizzate ai Musei San Domenico», dice Giovanni Principato.
Tra i forlivesi trapela una punta di orgoglio per i ‘loro’ musei, un campanilismo raramente espresso: «Vivendo a Forlì trovo sia giusto approfittare di tutte le mostre organizzate nella nostra città che attirano visitatori da tutt’Italia», spiega Hasnaa Nouias. «Sono forlivese e partecipo sempre alle iniziative del San Domenico, un punto di eccellenza. Conoscevo Wildt superficialmente, ma mi sono documentata per l’occasione» racconta Lina Tisselli. Numerosi gli ‘addetti ai lavori’: collezionisti, artisti, insegnanti d’arte. «Io sono un collezionista di scultura italiana del primo novecento, vengo da Milano e il tema mi interessa molto da vicino» racconta Massimo Rossi. «Vengo da Bologna: questa mattina ho visitato un’altra mostra a Rimini, ora sono qui a Forlì. E’ una giornata dedicata all’arte» ammette Luciano Fenara.
Molti altri vengono invece guidati dalla curiosità, la stessa che accende l’enorme scultura a forma di orecchio in fronte all’entrata. «La conferenza di apertura mi ha molto attirata. Ero intenzionata a visitare la mostra ieri sera, ma a causa dell’eccessiva attesa per entrare ho deciso di tornare oggi» spiega Gloria Monti. Francesca Valdoni invece dichiara: «L’ho trovata inquietante e impressionante in senso positivo. Tornerò in visita guidata perché voglio capire meglio l’artista».
Molti i visitatori giunti nella nostra città per una giornata all’insegna del turismo culturale: «Io vengo da Bologna, ma a Forlì sono di casa ogni volta che c’è una nuova mostra perché mi piace molto lo spazio espositivo ed i percorsi proposti sono sempre interessanti», commenta Francesco Serra. «Ho studiato storia dell’arte, anche se non conosco a fondo Wildt», racconta Maurizio Fusco. «Io vengo da Torino, sono qui a Forlì con la mia compagnia teatrale per uno spettacolo e così ne ho approfittato. Un attore si nutre di tutte le forme d’arte: ho deciso che oggi mi lascerò stupire da Wildt», afferma Stefano Sartore. «Vengo da Modena e devo dire che ho apprezzato molto l’allestimento delle opere e i giochi di luce, davvero bello», commenta entusiasta Rita Cavana.
di Sara Colangeli