TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA

Speciale Golf

BMW ITALIAN OPEN

Daniel Vancsik
fa il vuoto

L'argentino ha dominato la massima manifestazione golfistica italiana sul percorso del Royal Park I Roveri a Torino. Trent'anni, Vancsik ha concluso con lo score di 267 colpi (68 65 69 65), ben sei di vantaggio sugli inseguitori. Riscatto per Francesco Molinari che dal 31° ha rimontato fino al sesto posto con 275 colpi

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Andrea Agnelli, il vincitore Daniel Vancsik ed il presidente Bmw Italia, Andrea Castronovo, durante la premiazione (Ansa) Torino, 10 maggio 2009 - L'argentino Daniel Vancsik ha dominato il BMW Italian Open sul percorso del Royal Park I Roveri a Torino. Trent'anni, Vancsik ha concluso la 66ª edizione della massima manifestazione golfistica italiana con lo score di 267 colpi (68 65 69 65), ben sei di vantaggio sul terzetto composto dallo statunitense John Daly (69 69 69 66), dal francese Raphael Jacquelin (67 70 68 68) e dall'inglese Robert Rock (72 65 68 68).

 

E' stata anche la giornata del riscatto di Francesco Molinari che, dimostrando grande carattere, ha dimenticato le disavventure del terzo giro e con un parziale di 65, stesso punteggio del vincitore, è schizzato dal 31° al sesto posto con 275 colpi (68 69 73 65) dove ha trovato la compagnia del danese Thomas Bjorn. Hanno disputato un'ottima gara anche Edoardo Molinari (70 69 69 70) e Marco Soffietti (72 69 67 70), 17.i con 278, e il magnifico dilettante sedicenne di Gardagolf Matteo Manassero che con un gran 67 (in totale 280, 71 70 72 67) ha scalato la graduatoria dal 56° al 25° posto, occupato anche da Alessandro Tadini (72 68 73 67). Alcuni errori nelle buche di rientro hanno invece fatto arretrate Matteo Delpodio, 54° con 284 (68 72 70 74).

 

Vancsik, che ha iniziato il giro finale con un colpo di vantaggio sul finlandese Roope Kakko e due sul nordirlandese Gareth Maybin e sul sudafricano Thomas Aiken, ha subito chiuso il conto in suo favore con quattro birdie nelle prime sei buche che gli hanno dato un consistente margine e la tranquillità per proseguire senza intoppi fino al traguardo aggiungendo allo score altri quattro birdie, contro due bogey. E' al secondo successo nell'European Tour, dopo quello conseguito nel Madeira Island Open del 2007.

 

Nel corso della premiazione, condotta da Stefano Manca, segretario generale della FIG, ha preso per primo la parola l'amministratore delegato del Royal Park I Roveri Andrea Agnelli, anche in rappresentanza della Federazione Italiana Golf, di cui è Consigliere: “Si tratta di un momento molto emozionante per me, perché questo evento ha portato alto il nome del club che rappresento e che spero possa un giorno ospitare la Ryder Cup. I complimenti di tutti i giocatori mi hanno riempito d’orgoglio e desidero condividerli con lo staff che ha contribuito a rendere il percorso impeccabile. Voglio ricordare mio padre che nel 1971 ha fortemente voluto questo campo e fare gli auguri a mia madre per la festa della mamma. Auguri a lei e a tutte le mamme”.

 

Andrea Castronovo, presidente e amministratore delegato di BMW Group Italia, ha ricordato come BMW sia primo partner del golf mondiale aggiungendo: “Siamo onorati di essere qui, complimenti al vincitore e do a tutti appuntamento al prossimo anno”. Donato Di Ponziano, presidente del Comitato Organizzatore, ha concluso gli interventi: “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione e soprattutto chi ha lavorato sul tracciato. Grazie a tutti i partner, ai miei collaboratori. Dedico questo successo ad un grande amico dello sport e del golf italiano Severiano Ballesteros, a lui il mio pensiero più profondo”.

 

Di Ponziano ha poi annunciato che il Royal Park I Roveri sarà la sede anche dell’Open 2010: il BMW Italian Open ha riscosso un notevole successo di pubblico con ben 24.600 spettatori così suddivisi: 6.000 nel primo turno, 5.700 nel secondo, 6.500 nel terzo e 6.400 nel quarto.

 

"Oggi ho giocato molto bene - ha detto Daniel Vancsik - ma il bastone che ha fatto veramente la differenza è stato il putter, specie nelle mie prime nove buche. In generale, di giorno in giorno, ho acquisito fiducia nei miei mezzi e il mio gioco si è fatto più aggressivo. Questa vittoria sicuramente mi dà morale per il prosieguo della stagione: tenterò la qualificazione per l’US Open, un traguardo importante. Ho trovato il percorso molto bello e impegnativo, dove per esprimersi al meglio occorre rimanere sempre molto concentrati".

 

John Daly, ottima prestazione, ha fatto anche reclame ai suoi variopinti pantaloni: "Sono abbastanza soddisfatto del gioco, anche se devo lavorare ancora sul putt. Comunque sono più in forma di quanto pensassi. Non mangio molto ultimamente, ma qui ho un po' esagerato con gli spaghetti. I miei pantaloni? Li vendo su johndaly.com"

 

Francesco Molinari è tornato sulla disavventura del terzo giro: "Questo è il golf: ci sono giornate in cui tutto gira bene e altre in cui tutto va storto. Ieri nelle ultime buche sicuramente mi sono innervosito e non sono riuscito a mantenere il controllo come avevi dovuto, però accade. Oggi ho imbucato il primo putt alla buca 10: in precedenza ero sceso tre colpi sotto il par senza mettere a segno un putt. E' difficile, però, recriminare dopo un 65". Poi l'aspetto positivo: "Io sto giocando bene: purtroppo nelle ultime due settimane ho avuto due black out di quattro/cinque buche che mi sono costati cari. La forma è buona e spero di continuare a rimanere in alto. Sono certo che prima o poi troverò il torneo in cui tutto filerà nel modo giusto".

 

Poco soddisfatto, invece, il fratello Edoardo: "Un vero peccato, oggi ho giocato benissimo ma ho gettato tutto al vento con il putter. Se avessi chiuso in 63 nessuno avrebbe avuto da obiettare. C’è poco da dire: il mio bilancio è senz’altro negativo perché non sono certo venuto qui per arrivare 17°". Di umore opposto Marco Soffietti: "Il risultato ottenuto in questo Open è al di sopra delle previsioni, vista la oca preparazione. Il mio caddy mi dice sempre che sono un “povero maestro”…Ora il prossimo appuntamento è al Piemonte Open, tra due settimane. Un applauso va a tutta l’organizzazione della manifestazione: a mio parere è stata una delle edizioni dell'Open più riuscite di questi ultimi anni".

 

Felice, ma con i piedi in terra, Matteo Manassero: "Il bilancio per me non può essere che positivo: è stata un’emozione forte dalla prima all’ultima buca, non potevo chiedere di meglio. Domani? Torno sui banchi di scuola, ma il sogno resta quello di arrivare presto a vivere il tour come mia realtà quotidiana". Sensazioni positive anche per Alessandro Tadini: "Ho realizzato 16 birdies, e questo testimonia il buon livello della mia prestazione".










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro