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«Osservanza, un progetto allo sfascio e il Comune rimanda al dopo-elezioni»

MINORANZA sul piede di guerra per il complesso dell’Osservanza e l’operato dell’omonima società partecipata del Comune e Con.Ami. Nel mirino dei consiglieri Simone Carapia (Pdl, f...
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MINORANZA sul piede di guerra per il complesso dell’Osservanza e l’operato dell’omonima società partecipata del Comune e Con.Ami. Nel mirino dei consiglieri Simone Carapia (Pdl, foto), Adriano Gini (Pdl), Riccardo Mondini (Ucd) e Giuseppe Palazzolo (Per Imola), finisce ancora una volta il ritardo dei lavori, l’abbandono di Unicoop della propria parte di intervento, la presenza di vincoli della Soprintendenza che non permetterebbero la realizzazione del progetto di Gae Aulenti e il degrado in cui verserebbe la zona. Ma le critiche si allargano soprattutto alla società e al suo consiglio d’amministrazione di 8 membri, in cui il presidente Cesare Baccarini percepisce 27.944 euro all’anno. «Visti i risultati — spiegano — si poteva prevedere un solo amministratore unico, così almeno nella inoperatività si sarebbero risparmiati soldi pubblici».

PER PARLARE di questi problemi era stata indetta per ieri mattina la commissione Bilancio presieduta da Carapia. Alla quale però non si è presentato nessuno dal Comune e dalla maggioranza. Il numero legale non è stato raggiunto e il dibattito non è potuto nemmeno cominciare. Alla base di questa assenza ci sarebbe un ‘inghippo’ di calendario. L’assessore alle società partecipate, Daniele Montroni, aveva fatto sapere di essere fuori città fino a fine settimana, così come il presidente Baccarini, fino al 5 giugno. «Succede sempre così — attacca Carapia — soprattutto quando si tratta di commissioni presiedute dalla minoranza. Poteva venire anche qualcun altro dal Comune, come anche per la società.Ma l’intento della maggioranza era di non parlare di questa storia prima delle elezioni».

LA PENSA diversamente Montroni che replica anche per la maggioranza. «Non erano in discussione delibere per il consiglio comunale — ribatte —. Tanto più che il bilancio della società arriva in commissione a giugno. Io mi ero reso disponibile anche per la prossima settimana, anche se non ci sarebbe stato il presidente dell’Osservanza. Carapia ha invece deciso di convocarla in un giorno in cui non c’ero. Ora dobbiamo anche pagare i permessi e i gettoni a quelli che si sono presentati». Intanto Carapia ha fatto sapere di voler convocare un’altra seduta proprio per la prossima settimana.
Cristina Degliesposti









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