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di PATRICK COLGAN «E’ ANCORA pericoloso, Nicolas Fini deve restare i...

di PATRICK COLGAN
«E’ ANCORA pericoloso, Nicolas Fini deve restare in carcere». Il giudice Andrea Santucci ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere ...
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2009-07-03
di PATRICK COLGAN
«E’ ANCORA pericoloso, Nicolas Fini deve restare in carcere». Il giudice Andrea Santucci ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per il 19enne che nella notte fra lunedì e domenica ha ucciso a colpi di machete il patrigno che picchiava sua madre, il muratore albanese Emiljan Keci, di 28 anni. Tutto davanti ai carabinieri intervenuti per sedare quella che doveva essere una lite familiare.
L’ordinanza è stata emessa perché il giudice ha ravvisato il pericolo di reiterazione del reato. Il giovane avrebbe infatti mostrato di non potersi controllare in situazioni di grande tensione. A questo punto la custodia in carcere era l’unica scelta possibile: i domiciliari sono infatti esclusi dalle nuove norme sulla sicurezza previste dal cosiddetto decreto antistupri. Gli avvocati Franco Oliva e Daniela Mascherini hanno posto la questione di legittimità costituzionale della norma, questione che però è stata respinta dal giudice. Anche per una questione di tempo. La questione potrà però essere sollevata nuovamente.
La difesa ha comunque già annunciato che farà appello al tribunale del Riesame.

NICOLAS è stato anche interrogato dal magistrato Marco Mescolini e ha ricostruito quella notte terribile, in maniera coerente con quello che hanno riferito i testimoni, fra cui i due carabinieri intervenuti. Nicolas ha raccontato del violento litigio iniziato in un bar della città, dove sua madre era stata picchiata una prima volta. Lite continuata poi per strada, in via Primo maggio, e a casa. E’ qui — racconta il 19enne — che sua madre si è chiusa in camera perché il marito Emiljan Keci, completamente ubriaco, voleva pestarla ancora e lui ha chiamato il 112. All’arrivo dei carabinieri l’albanese era ancora fuori di sé e continuava ad insultarlo, anche molto volgarmente. «A quel punto non ci ho visto più», ha detto Nicolas. Poi, il buio, che è finito solo con il colpo di pistola sparato in aria da un carabiniere. «Mi sono trovato con il machete in mano, insanguinato, e c’era mia madre», ha detto. Nicolas si è anche detto pentito di quanto successo: «Avrei voluto che fosse andata come le altre volte, in cui mi sono limitato a proteggere mia madre da quell’uomo, portandola via, chiudendola in una stanza».









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